TORINO – Bisognava punire lo Spresal,
l'ufficio dell'Asl 1 che indaga sulla sicurezza sul lavoro nelle
aziende, perche' era guidato da una dirigente ''comunista'' e
quindi bisognava ''isolarla politicamente'': era questo, secondo
i magistrati di Torino, l'obiettivo di Piero Gambarino,
''braccio destro'' dell'assessore alla sanita' Caterina Ferrero,
arrestato ieri insieme ad altre sei persone in un'inchiesta
sugli appalti pilotati. La storia viene ricostruita nei dettagli
nell'ordinanza di custodia cautelare.
Lo Spresal e' un ufficio che, tra l'altro, si e' occupato
dell'inchiesta Thyssenkrupp in stretto contatto con il
procuratore Raffaele Guariniello. Gambarino, al quale si era
rivolta la consigliera regionale Rossana Valle (Pdl) che a sua
volta aveva raccolto la lamentela di un imprenditore. Nel mirino
del ''braccio destro'' dell'assessore c'era la direttrice dello
Spresal, Annalisa Lantermo, considerata ''di area
Rifondazione''. Non potendo colpirla direttamente per paura di
Guariniello, Gambarino si adopero' perche' a due funzionari
Spresal venisse tolta la qualifica di ufficiale di polizia
giudiziaria: per questo motivo risponde di concussione.
''Gambarino – scrive il gip Cristiano Trevisan – volle dare
un segnale di isolamento politico della Lantermo, dimostrandole
che 'chi comandava' era lui''. Cosi' facendo, secondo il
giudice, si e' procurato ''un vantaggio di natura politica
consistito nel compiacere la consigliera Valle e l'assessore
Ferrero, uscendone maggiormente stimato''.
