Chi è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ben due volte, trotterella indisturbato per le aule del Senato, fregiandosi di uno dei massimi titoli che lo Stato possa riconoscere ad un cittadino, scortato e difeso a spese dei cittadini.
Chi invece è incensurato ed esercita il sacrosanto diritto costituzionale di manifestare, per di più munito di autorizzazione, viene pestato a sangue. Non fa niente se la casa gli è appena caduta in testa. Non fa niente se ha l’età di una nonnina e neppure se possiede un utero: viene pestato perché si permette di presentarsi sotto alle mura del castello e minaccia la tranquillità anche di quell’amico di mafiosi che va tutelato.
C’è qualcosa di perverso e raccapricciante in tutto questo. Uno Stato che rivolge i suoi anticorpi contro i suoi cittadini, ovvero contro se stesso, è come un corpo ammalato di tumore che una malattia autoimmune divora dall’interno. E’ destinato a morire. E noi con lui.
I poliziotti sono i cittadini-anticorpi dell’organismo-Stato. Dovrebbero uccidere i corpi estranei e potenzialmente nocivi. Invece si avventano sugli organi sani. Cittadini che picchiano altri cittadini. Legalmente.
Non vi fa ribrezzo? L’Italia deve andare in chemio. Subito.
Bonifacio Liris: Ciao, ciao Claudio.
Claudio Messora: Senti, come sta andando?
Bonifacio Liris: Siamo stati prima a via del Corso. Ci hanno caricato. Era una manifestazione pacifica. Ci sono donne e ci sono persone anziane. Ci sono stati anche dei feriti. Personalmente, anche a me hanno infilato il calcio del manganello sulla spalla, e non stavamo facendo nulla, stavamo solo pressando per poter andare a piazza Colonna. Adesso siamo qui vicino al Senato e c’è un altro blocco. Hanno provato lo stesso a caricarci e adesso siamo qui, che aspettiamo di entrare. Stiamo facendo in modo di poter entrare.
Claudio Messora: Ma vi caricano in conseguenza di quale vostra azione?
Bonifacio Liris: In relazione a un po’ di pressione che c’è stata perché noi volevamo andare a Montecitorio e ci hanno bloccato. Non stavamo facendo nulla di male, abbiamo solo pressato un po’ il blocco.
Claudio Messora: E quante forze di polizia ci sono?
Bonifacio Liris: Li mettono ovunque noi ci spostiamo. Ci hanno lasciato un po’ di respiro prima, quando poi abbiamo defluito verso piazza Colonna, dopo tanto. Poi ci sono stati Bersani, Pannella. Li abbiamo fischiati perché li abbiamo accusati di non fare a sufficienza opposizione, anzi di non farla per niente… l’opposizione. Perché adesso si sta discutendo la manovra finanziaria, dove discutono anche le sorti del nostro territorio. Se non approvano l’emendamento che blocca la tassazione per L’Aquila, L’Aquila muore completamente.
Claudio Messora: Perché oltre alla ripresa delle tasse, ricordiamolo, voi dovreste anche pagare gli arretrati, tutti i mesi.
Bonifacio Liris: Sì, una cosa assurda. Persone che hanno perso il lavoro. Magari si basano sul reddito del 2008 e fanno ripagare tutto, anche gli arretrati. E’ veramente una vergogna! Non c’è un piano di ricostruzione, non c’è nulla. Hanno fatto passerelle mediatiche fino alle elezioni provinciali. Dopo le elezioni provinciali sono scomparsi. Berlusconi è scomparso. Il governo è scomparso!
Claudio Messora: Senti, so che hanno pestato anche il sindaco Cialente.
Bonifacio Liris: Questo non lo so. Anche a me è arrivata la voce. Gli è arrivato forse un cazzotto… non lo so, non ne ho la più pallida idea.
Claudio Messora: Ma quanta gente è rimasta ferita?
Bonifacio Liris: Io penso cinque/sei persone di sicuro, per quello che posso vedere io. Poi non posso minimamente sapere quello che è successo dietro.
Claudio Messora: Adesso qual’è il vostro programma?
Bonifacio Liris: I nostri programmi sono stati stravolti, perché noi oggi pomeriggio saremmo dovuti andare a fare il sit-in a piazza Navona, sotto al Senato, e ora siamo qui vicino al Senato, però ci hanno bloccato e non ci fanno passare. Siamo pacifici. In testa ci sono i gonfaloni dei comuni. Gonfaloni e sindaci sono bloccati anche loro.
Claudio Messora: Ma voi avevate i permessi per fare questo percorso?
Bonifacio Liris: Noi avevamo chiesto l’autorizzazione. La manifestazione era autorizzata, quindi diciamo che la violenza che ci hanno fatto è del tutto grauita.
