Due test di neuroimmagine possono aiutare a identificare precocemente i pazienti a rischio di contrarre malattie neurodegenerative quali la malattia di Parkinson e la demenza. Come dimostra uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Neurology, in particolare i due test possono prevedere quali pazienti con disordini del sonno Rem (già associati a queste malattie) sono più ad alto rischio di sviluppare queste malattie.
Secondo i ricercatori coordinati dallo spagnolo Alex Iranzo de Riquer dell’ospedale clinico di Barcellona, le anomalie tipiche dei primi stadi della malattia di Parkinson potrebbero manifestarsi in pazienti con questi disturbi del sonno molto precocemente ed essere usati come marcatori per identificare i pazienti che sono a più alto rischio di sviluppare disordini neurologici.
I ricercatori hanno esaminato 43 pazienti con disordini del sonno Rem e li hanno sottoposti a due test di neuroimmagine: la tomografia a emissione di singolo fotone e la sonografia transnucale per evidenziare disfunzioni del cosiddetto trasportatore striatale della dopamina (Dat) e iperecogenicità della sostanza nera del cervello tipicamente presenti in molti pazienti con malattia di Parkinson e demenza. E’ risultato che il 30% del 63% dei pazienti che avevano mostrato entrambi questi sintomi dopo 2,5 anni dagli esami ha sviluppato o il Parkinson o demenza.