Tragedia, commedia, farsa in due giorni all’italiana, negli ultimi due giorni. Con segnali di fumo che mescolano purtroppo i tre generi. La tragedia di Lamezia si commenta da sola, con la strage sulla strada e il piccolo, insignificante particolare di un “nipotino di otto anni” che sedeva nell’auto killer guidata dallo zio drogato, recidivo, prima rubricato senza patente e poi con la patente. E marocchino. Ma se non fosse stato marocchino sarebbe stato differente? Invece che marocchino, un qualunque italiano di qualunque regione, con un qualunque “nipotino di otto anni” al fianco, drogato o ubriaco, e senza patente o con patente nonché recidivo, avrebbe sortito commenti diversi? E tra gli stranieri, se fosse stato non dico un tunisino, un albanese, un romeno, ma un danese o un finlandese sarebbe stato differente?
La tragedia di un delinquente oggettivamente assassino, di quelle vite e del futuro di chi resta, dico certo i parenti dei ciclisti stesi ma anche quello stesso “nipotino di otto anni” che presumibilmente avrà la vita segnata da quella maledetta domenica mattina, resta una tragedia spaventosa che rimanda naturalmente a una serie di controlli che invece latitano, lasciando il posto a dibattiti pseudoideologici sull’immigrazione. Come se uno “stragista” cambiasse di segno a differente nazionalità.
La commedia, con risvolti purtroppo anch’essi tragici, si svolgeva da giorni e in contemporanea molto più su, a Brembate, nel bergamasco, dove le fosche paure per la sorte della giovane Yara si sono mischiate da subito con la “tragicommedia” delle tv, pronte a divorare da molti giorni ormai ogni mollica mediatica di quella scomparsa con una voracità spasmodica allenata dai casi “Franzoni, Scazzi ecc.”. Solo che qui una “traduzione difettosa” da un’intercettazione telefonica inguaia un altro marocchino imberbe, Mohamed Fikri, sospetto e quasi colpevole fino a ieri, quando la chiarezza e l’alibi sembrano aver fatto giustizia. La marocchinità del sospetto, aggiunta alla “questione immigrazione”, al referendum svizzero sul “tornatevene a casa vostra” e all’altro marocchino che a Lamezia guidava Mercedes all’impazzata, aveva però già fatto il resto: marocchini al rogo, o al rogo direttamente tutti quanti i non italiani e tra poco gli italiani altro da noi pareva il messaggio che filtrava dal Nord operoso…
E invece un segnale è arrivato prima che il disgraziato Fikri colpevole predestinato solo a una frettolosa e mal indirizzata apparenza venisse scagionato. Sono stati in tanti a smorzare i toni su questa discriminazione che a volte si tinge di razzismo, a volte soltanto di ignoranza, disagio, dispetto, strumentalizzazione, speculazioni di ogni tipo. E che a guidare questa operazione di diminuzione del “voltaggio” della protesta sia stata la Lega Nord, ovviamente consola ancora di più.
Ma citando la Lega, e quindi la politica, eccoci alla farsa: da ieri Parlamento chiuso, in attesa del fatidico 14, ossia la prossima settimana con voto di fiducia sul governo Berlusconi (il quale intanto fa sapere di avere un piano B, per rimanere comunque in sella magari con un prestanome: ma perché un piano B e non anche un C?). La faccenda è già stata commentata e ridicolizzata soprattutto sui giornali stranieri. In una fase di devastazione politica politicante come questa, mentre “fuori piove” cioè il Paese si perde quotidianamente i pezzi, interrompere le funzioni di uno dei tre poteri della democrazia, mettendo in pausa (pranzo?) il Legislativo sembrerebbe francamente troppo. L’opposizione si è detta contraria alla “serrata temporanea” della maggioranza, ma forse in parlamento vi si sarebbe dovuta incatenare… Per i promotori della “pausa” bene così, tra una trattativa più o meno dicibile e l’altra.
Quello che temo non capiscano, o che non interessa nulla a “Lorsignori”, è che con questa settimana “bianca” hanno dato un colpo decisivo a quelle briciole di credibilità della politica, che si dovrebbe occupare a tempo pieno, pienissimo di quello che non va. Per questo uso il termine “farsa”. Se si andrà alle urne, immagino che anche i più lontani e distratti da “questa” politica, a destra come al centro o a sinistra, se ne ricorderanno. Forse.
da Tiscali notizie, Indietro Savoia
7 dicembre 2010
