ROMA – I trapianti fecali possono salvare la vita. Questa procedura inventata nel 1990, all’apparenza assai poco piacevole, è fondamentale per curare il clostridium difficile, un batterio della flora batterica dell’intestino umano. Il clostridium nasce quando una persona prende troppi antibiotici, sconvolgendo il normale equilibrio della flora batterica.
Per di più i batteri di clostridium si moltiplicano velocemente, causando un’infezione che porta ad una diarrea che può essere fatale. Per ripristinare i batteri buoni il trapianto di feci è l’unica soluzione, ma è anche un trattamento utile per la sindrome del colon irritabile.
Ad effettuare questo tipo di trapianto c’è il dottor Alisdair MacConnachie, del Gartnavel General Hospital di Glasgow. L’operazione si effettua trapiantando 30 grammi di feci prelevate per lo più da un familiare che vive a stretto contatto con il paziente, seguendo un’alimentazione simile.
Il campione viene mescolato ad una soluzione salina, e il fluido viene quindi filtrato per ottenere un liquido meno denso. Quindi viene fatto passare attraverso un sondino introdotto nella narice del paziente, in modo da riuscire a raggiungerne lo stomaco.
