MILANO – ''Nessuno mette in discussione la liberta' di scelta e di muoversi per farsi curare in centri di eccellenza. Ma un conto e' spostarsi per ricevere cure in strutture del genere, un conto invece e' doversi muovere per fare esami e interventi di routine, come sembra accada per gli abitanti delle regioni del Sud, che non assicurano livelli di cura accettabili''. Cosi' Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale dei diritti del malato (Tdm), commenta i dati sulla mobilita' sanitaria interregionale.
Secondo Moccia, le regioni da cui vi e' la maggiore migrazione ''alimentano la sanita' delle regioni piu' virtuose – spiega – ma continueranno ad indebitarsi, senza investire sulla sanita' del loro territorio''. Una situazione che desta particolare allarme e' quella della Campania, ''che registra, come anche emerso dalla relazione del ministro Balduzzi, la maggiore mortalita' rispetto alle altre regioni''.
Qui non solo ci sono problemi di salute per la popolazione, aggiunge, ''ma anche sprechi e grande corruzione nel mondo sanitario che sottraggono risorse alla regione. Serve dunque piu' attenzione – conclude Moccia – sulla Campania, cosi' come sulla Calabria. Sarebbe bello leggere in futuro che la gente si sposta in centri di eccellenza al Sud, come ad esempio il Neuromed in Molise o l'Ismett di Palermo''.
