Tumore al seno: 1 paziente su 3 interrompe le cure per gli effetti collaterali

MILANO – Circa un terzo delle donne con un cancro al seno smette di prendere i farmaci a causa degli effetti collaterali. Lo ha verificato uno studio americano della Northwestern University, segnalato dalla Bbc, condotto su 686 donne in terapia con gli inibitori dell'aromatasi per cancro al seno sensibile agli estrogeni.

I ricercatori hanno visto che il 36% interrompeva la terapia per sintomi come dolori articolari, vampate di calore, aumento di peso e nausera. Gli inibitori dell'aromatasi sono somministrati generalmente nelle pazienti in post-menopausa con cancro al seno ormono-sensibile per ridurre il livello di estrogeni. Difatti circa i 2/3 dei carcinomi mammari sono sensibili agli estrogeni e gli inibitori dell'aromatasi si sono rivelati utili nel ridurre il rischio di recidive. Anche se, a quanto pare, con effetti collaterali difficili da gestire.

Nella ricerca si e' chiesto alle donne di descrivere i loro sintomi prima della terapia, e poi 3, 6, 12 e 24 mesi dopo averla iniziata. Cosi' si e' scoperto che dopo 3 mesi, un terzo delle donne riportava forti dolori articolari, il 28% vampate di calore e il 24% un calo del desiderio sessuale. Piu' durava il trattamento, piu' aumentavano gli effetti collaterali segnalati.

Le donne a piu' alto rischio di interrompere la terapia prima dei 5 anni raccomandati sono quelle che continuano anche a patire gli effetti collaterali dalla chemio e radioterapia. Il risultato complessivo e' che, a causa degli effetti collaterali, il 10% delle pazienti ha interrotto gli inibitori dell'aromatasi dopo 2 anni, e un altro 26% dopo 4 anni.

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