Nel 2008 4 donne italiane su 10 hanno aderito al programma di screening sul tumore alla cervice uterina e si sono sottoposte al pap test. I programmi di screening per il tumore della cervice uterina sul territorio italiano si stanno espandendo e hanno raggiunto in molte regioni i livelli di efficienza ma resta ancora un gap da colmare al Sud e nelle isole. E il pap test lo fanno soprattutto le donne sopra i 35 anni e con un buon livello di istruzione. Sono alcuni risultati della relazione del Gruppo tecnico nazionale Passi, (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), il sistema di sorveglianza sanitaria dell’Istituto Superiore di Sanità.
La relazione ha incrociato una notevole mole di dati: la survey annuale dell’Osservatorio Nazionale Screening, l’indagine multiscopo quinquennale dell’Istat e i dati del sistema Passi, considerando che il 30-50% dell’attività di screening avviene ancora al di fuori di programmi organizzati. La popolazione osservata è stata quella delle donne tra i 25 e i 64 anni che hanno fatto un pap test in un sistema di screening, al di fuori di esso o non l’hanno mai fatto.
A livello nazionale l’estensione effettiva dello screening nel 2008 era al 63% del territorio nazionale, l’8% in più rispetto all’anno precedente, con una punta del 98% di copertura al Centro, seguita dall’80% del Sud e delle isole e dal 68% del Nord. Alla luce di questi dati sulla copertura, risulta che nel 2008 in Italia ha aderito il 40% delle donne che sono state invitate allo screening (48% al Nord, 40% al Centro e 28% al Sud), stesso dato dell’anno precedene. Le donne più virtuose sono state quelle della Val d’Aosta (59%), dell’Umbria (58%) e di Friuli ed Emilia Romagna (56%), con un’adesione più bassa per la fascia d’età sotto i 35 anni. In Europa, secondo l’Istat, l’Italia si colloca ad un buon livello, simile a quello della Spagna.
Altro fattore determinante nella decisione di fare il pap test è il livello di istruzione. Secondo l’Istat ha fatto l’esame il 72% di donne con il titolo di studio più alto rispetto al 66% di quelle con livello di istruzione più basso. Allo stesso modo, pesa nella scelta la condizione economica. Secondo i dati dell’osservatorio Passi, ha fatto il pap test l’83% delle donne con nessuna preoccupazione economica e il 65% di quelle con molte difficoltà. La lettera della Ausl e il consiglio del medico sono poi risultati quasi discriminanti nella decisione di sottoporsi all’esame: l’89% lo ha fatto dopo entrambe le sollecitazioni mentre solo il 40% l’ha fatto non avendo ricevuto alcuna indicazione. Ma esiste ancora un 33% di donne che non fa il test perché pensa di non averne bisogno ed un 15% che non lo ha perché non ha tempo o per pigrizia.