MILANO, 15 LUG – I farmaci oppiacei utilizzati per la terapia del dolore sono meno efficaci nei malati di tumore che hanno particolari varianti del DNA. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell'Istituto dei Tumori (Int) di Milano, con uno studio condotto in collaborazione con l'Universita' Norvegese di Scienze e Tecnologia di Trondheim, che ha coinvolto 17 centri ospedalieri di 11 paesi europei e che e' stato oggi pubblicato sulla rivista internazionale Cancer Research.
I ricercatori milanesi e norvegesi, analizzando il patrimonio genetico di oltre 1000 pazienti trattati con oppioidi, hanno identificato otto varianti del DNA in grado di spiegare, almeno in parte, come i pazienti beneficino in maniera diversa della terapia con oppioidi. Si tratta della prima ricerca di questo tipo ad aver analizzato l'intero genoma dell'uomo. I farmaci per la terapia del dolore nei pazienti con cancro – spiega un comunicato dell'Int – sono rappresentati da morfina e farmaci affini (oppioidi). Tuttavia una percentuale di pazienti, variabile dal 20% al 30%, non risponde a tale terapia o risponde solo a dosaggi molto alti che spesso causano effetti collaterali, rappresentati principalmente da sedazione, nausea e vomito, e compromettono la qualita' di vita.
Nello studio (reso possibile da finanziamenti di AIRC, FIRC, Fond.Floriani, Norwegian Research Council e 6/o Programma quadro Ue) i ricercatori hanno confrontato il Dna dei pazienti che traggono benefici dalla terapia del dolore con quello di coloro che mostrano scarsa risposta. Questa analisi ha permesso di identificare le 8 varianti genetiche, presenti solo nei pazienti che rispondo poco o per nulla alla terapia contro il dolore. ''La ricerca – sottolinea Tommaso Dragani, a capo della struttura Basi molecolari del rischio genetico dell'Int, che ha diretto lo studio genetico – apre la strada a ulteriori studi che ci aiuteranno a tagliare su misura la terapia del dolore per ogni paziente con neoplasia. E' un risultato innovativo e un segno di speranza che viene dall'alleanza di competenze diverse, che uniscono mondi apparentemente lontani come il vissuto soggettivo del dolore e la biologia molecolare del DNA''. In Italia ogni anno muoiono 168mila persone di tumore. Di queste, oltre il 90% necessita di un piano personalizzato di cura e assistenza per garantire la migliore qualita' di vita residua possibile, soprattutto nei mesi terminali.