STOCCOLMA (SVEZIA), 24 SET – Per il solo 2011, i tumori uccideranno oltre 1,3 milioni di europei. I ricercatori riuniti al Congresso europeo di oncologia medica, in corso a Stoccolma, non hanno dubbi nel classificare il cancro come una vera e propria emergenza, che a livello mondiale riguardera' 21,4 milioni di persone entro il 2030, e che fara' registrare piu' di 13,2 milioni di morti in quello stesso anno.
Se si considerano anche le nazioni non-Ue del continente europeo, le nuove diagnosi di cancro nel 2030 saranno 4 milioni, di cui 2,3 milioni negli uomini e 1,8 milioni nelle donne. Le morti invece, secondo gli specialisti, saranno 2,3 milioni, di cui 1,3 milioni tra gli uomini e 1 milione tra le donne.
Anche se negli ultimi anni e' migliorata di molto la sopravvivenza, questa e' molto variabile nelle prime 23 Nazioni Ue, passando da un 21% a un 47% per gli uomini, e dal 38% al 59% nelle donne. Per i maschi, le cure migliori si hanno in Islanda, mentre le donne curate meglio vivono in Francia e Finlandia.
''Le differenze di sopravvivenza tra i vari Paesi – dicono gli esperti – in genere riflettono l'efficacia dei programmi di prevenzione e di cura. Il maggiore aumento di sopravvivenza, considerando anche le nazioni non-Ue, c'e' stato proprio in quei Paesi in cui la sopravvivenza all'inizio era piu' bassa''.
Un miglioramento generale, insomma, anche se a livello mondiale le cure sono ancora a due velocita': se nei paesi industrializzati i cancri piu' comuni (prostata, seno e colon-retto) hanno un tasso di sopravvivenza ragionevolmente alto, nei paesi in via di sviluppo sono piu' comuni i tumori a prognosi piu' infausta, come quelli al fegato, allo stomaco o all'esofago.
A distanza di 5 anni dalla diagnosi di cancro, infine, i miglioramenti piu' grandi in termini di sopravvivenza si sono registrati nei tumori della prostata, del seno e del colon-retto; tutte neoplasie che, messe insieme, rappresentano il 38% circa di tutti i casi di tumore (1,2 milioni di persone: dato 2008, l'ultimo disponibile).