ROMA – Giornali, associazioni di categoria, politici, reporter e gossip. Questi i profili che i follower di Twitter amano seguire. L’istituto di ricerca Ispo ha realizzato un sondaggio per Nòva, rubrica del Sole 24 ore, fornendo un identikit degli italiani che scrivono sul social network. L’utente tipico di Twitter ha tra i 18 ai 24 anni e possiede già profili su altri social network. Secondo la ricerca il 48 per cento degli intervistati del Sud è ‘molto favorevole’ alla comunicazione sui social network, mentre il 32 per cento dal Nord si ritiene ‘molto contrario’. I profili più seguiti? quelli dei reporter, che superano anche i profili di politici e gli analisti finanziari.
Stefana Broadbent, docente di antropologia digitale all’University College di Londra, ha detto: “Le persone sono consapevoli di quali canali utilizzare per le loro comunicazioni: con twitter, in particolare, trasmettono informazioni che fanno parte dell’identità professionale, attraverso piccoli link e segnalazioni”.
La Broadbent ha poi evidenziato alcuni dati sulla comunicazione digitale, rilevando che l’80 per cento delle chiamate telefoniche di una persona sono in media dirette a 4 conoscenti. I destinatari delle chiamate diminuiscono se le discussioni avvengono su Skype. Mentre dei 100 contatti in media che si hanno in chat, si parla davvero solo con 5 di questi.
Giovanni Boccia Artieri, docente di New Media all’università di Urbino Carlo Bo, ha spiegato: “Sembra ormai consolidata la fruizione con doppio schermo: la fruizione di prodotti televisivi è associata a forme di commento su Twitter. Basti pensare alla condivisione di hashtag e alle conversazioni in gruppi di poche persone: sono simili a forme di curatela editoriale”.
Sree Sreenivasan, docente di media digitali per la Columbia University, spiega che “due errori frequenti di chi si occupa di informazione sono di non pensare che è un canale rivolto alla connessione con il pubblico: occorre, invece, essere consapevoli che si tratta di un posto per ascoltare. Inoltre, seguire molti account diversi è importante per non avere un panorama ristretto di fonti. Twitter aiuta a trovare idee, facilita una connessione più profonda con il pubblico, porta attenzione al proprio lavoro e aiuta a creare un brand personale”.
Intanto se nel 21 marzo 2006 Twitter fu accolto con freddezza. Il giornalista del New York Times Jason Pontin si disse addirittura “scettico” per quel nuovo social network che portava sul web i “più piccolo dettagli della quotidianità di persone care”. Oggi che Twitter è vicino al suo sesto compleanno, forse Pontin dovrà cambiare idea sul suo giudizio iniziale.
