BRUXELLES – L’Italia e’ finita nel mirino della Commissione europea per non aver recepito nel proprio ordinamento la direttiva Ue sul sangue umano, che avrebbe dovuto entrare in vigore il 30 giugno scorso. Per questo Bruxelles ha deciso l’invio a Roma di un ‘parere motivato’, secondo e ultimo avvertimento formale prima di un eventuale ricorso alla Corte di giustizia europea. L’Italia ha due mesi per rispondere alla lettera, agli uffici del commissario europeo alla salute, John Dalli.
Con l’invio di un secondo avvertimento formale, ”la Commissione europea chiede all’Italia di garantire, entro due mesi, la piena osservanza della direttiva Ue sul sangue umano. Se l’Italia non rispetta il termine – aggiungono – Bruxelles può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Ue”. Bruxelles precisa anche che ”una piena attuazione della norma da parte degli Stati membri è indispensabile per garantire alti livelli di qualità e di sicurezza del sangue umano e dei componenti del sangue in tutta l’Unione europea”.
L’obiettivo – scrivono – ”e’ migliorare l’autosufficienza dell’Europa in materia di sangue, e rafforzare la fiducia nella sicurezza della catena di fornitura di sangue tra i partner europei”. La nuova direttiva prevede di ”eliminare il livello massimo di pH (7,4) per tutta una serie di concentrati piastrinici”. I risultati accettabili per quanto riguarda il pH sono sostituiti da: ”Minimo 6,4 corretto per 22°, alla fine del periodo di conservazione”.