Il campanile e il minareto affiancati al Monastero di S.Caterina
"Per sposarsi in Italia con una straniera, bisogna fare professione di integralismo islamico" [Così parlò Francesco Storace]
Da bambini, quando volevano renderci più ubbidienti, ci facevano paura con la storia del bau-bau. Nessuno si è mai chiesto chi fosse questo bau-bau, da dove venisse e, soprattutto, perché nessuno alla fine l’avesse mai visto.
Oggi siamo cresciuti, ma se consideriamo la società nel suo complesso come una grande famiglia che vede nello Stato l’autorità paterna, nelle religioni la spiritualità materna e nel popolo la prole ribelle e immatura, i cittadini vengono resi ubbidienti nella stessa identica maniera: evocando di continuo lo spettro di un fantomatico bau-bau. Una volta sono i comunisti, la volta successiva volta i rom, ma quando si vuole incutere il terrore più ancestrale di tutti non c’è davvero storia: l’integralismo islamico è una garanzia.
Buffo che George Bush agitasse lo spauracchio del male assoluto (e tutto l’occidente dietro) solo per andare a fare il pieno di benzina in Iraq o per mettere in sicurezza le zone, come l’Afghanistan, dalle quali passano le infrastrutture chiave che trasportano il gas naturale dai grandi giacimenti dell’Asia centrale. E buffo che dall’altra parte dello schieramento, cioè nei pressi del male assoluto, l’America venisse chiamata guarda caso il Grande Satana (ovvero il male assoluto), ironia della sorte proprio da colui che in questi giorni si vede sfilare di mano i giacimenti petroliferi del nord-africa dalle navi da guerra americane che si accalcano nel mediterraneo.
Questo ci insegna due cose.
se davvero c’è un Dio lassù, o se la ride o si domanda dove ha sbagliato.
quando gli Stati Uniti d’America si muovono non è chiaro se lo facciano per esportare democrazia, ma di sicuro si sa cosa importano: energia.
Tanto per fare chiarezza sulla reale incompatibilità tra islam e cristianesimo, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare in un luogo che dovrebbe esservi familiare: il Sinai. Sì, lo so che si trova a sole due ore dalle coste del Mar Rosso, dove amate rotolarvi tra barriere coralline e velenosissimi pesci scorpione, ma dimenticate per un attimo pinne ed occhiali e pensatelo nelle sue vesti di luogo chiave della cristianità. Proprio sotto al monte dove si dice che Mosé ricevette le tavole della legge si trova un complesso di edifici, risalente al VI secolo, noto per essere il più antico monastero cristiano ancora esistente: il Monastero di Santa Caterina. Spiegate ai vostri amici che quel monastero è sacro per i cristiani come per i musulmani come per gli ebrei. Spiegate loro, visto che né Storace né Bossi né Calderoli lo faranno mai, che dentro a quel monastero si innalzano, affiancati, il campanile della chiesa, il minareto e la sinagoga. Non solo, dite loro che in tutto l’Egitto, per esempio, è sempre stata prassi avere chiese cristiane costruite fianco a fianco alle moschee, così come avviene anche a Dubai e in molti altri posti contigui al regno delle tenebre e del male assoluto.
Che poi ogni tanto salti fuori qualche musulmano che ammazza la figlia non deve sorprendere, perlomeno non più di tutti gli episodi che hanno per protagonisti cristiani un po’ balenchi che commettono crimini efferati quanto assurdi, conseguenza di un’ignoranza alimentata da uno Stato che taglia sulla cultura, senza che nessun cronista ne ricordi necessariamente il credo religioso (oppure di semplice follia).
Ed eccoci a Francesco Storace che sul suo blog tenta a sua volta di evocare il bau-bau raccontando quella che, a suo dire, è una storia incredibile.
E la storia qual è? Un ragazzo italiano vuole sposare una ragazza marocchina della quale è innamorato, ma per avere il nulla osta dal consolato, necessario ai sensi dell’Art.116 del nostro Codice Civile, il giovane dovrebbe convertirsi all’Islam. Così è, se vi pare. Lo stesso consolato, in realtà, suggerisce una via d’uscita burocratica, dimostrando di non avere nulla di "integralista", ma per Storace questo è sufficiente a concludere che "per sposarsi in Italia con una straniera, bisogna fare professione di integralismo islamico". Un po’ come dire che per ricevere la comunione bisogna prima fare professione di fedeltà alla Santa Inquisizione.
Pubblico la lettera di A. E., cittadino extracomunitario, che non significa pericoloso terrorista, ma solo "persona che ha cittadinanza in un paese che non è membro della Comunità Europea". Per esempio, anche George Clooney è un extracomunitario. Non sembrerebbe, vero? Ne ammazzano più le parole che i coltelli.
A.E. svolge alcune interessanti riflessioni. Dubito che Storace sia in grado di metabolizzarle, ma voi sì, cari lettori del blog, nonostante siate oggetto di applicazione della più antica e vincente strategia della tensione mai attuata con tale metodica costanza: la logica del Divide et Impera.
IL CAMMELLO CHE NON VEDE LA SUA GOBBA
Lettera di un cittadino extracomunitario a Francesco Storace
C’é un’altra storia incredibile che, oggi come oggi, si svolge in questo paese così intollerante verso l’altro. E’ la storia di un cammello che non vede mai la sua gobba, ma solo quella degli altri, che prende dunque in giro con atteggiamento strafottente, dileggiandone l’apparente malformazione.
Il signor Storace, invece di limitarsi a fare il suo mestiere di giornalista e politico, fermo restando che la politica non è un mestiere, si arrischia a fare anche il "teologo". Storace definisce lo studio e la conoscenza dell’Islam come il "professare l’integralismo islamico". E’ vero che la donna musulmana non può sposare un "non musulmano" fino a quando quest’ultimo non si sia convertito, ma sarebbe bello se il signor Storace ci spiegasse anche come mai un cattolico o una cattolica non può sposare un ortodosso o un’ortodossa, e viceversa. Il loro matrimonio non è riconosciuto dalle rispettive chiese fino a quando uno dei due non si sia convertito, e ciò vale per tutte o quasi le diverse correnti delle chiese cattoliche e ortodosse (copti, protestanti, anglicani), per non parlare del matrimonio tra un cristiano e un ebro o un buddista! Almeno un musulmano può sposare una ebrea o una cristiana, ma i cristiani non possono sposarsi neppure tra loro senza convertirsi.
Signor Storace, quello che è vergognoso e "un pò coglione" (per usare le sue stesse parole), non è questa storia ma il fatto che vengano sempre raccontate non balle ma, peggio ancora, mezze verità!
Per dirla con le parole di Tom Hanks: "Viviamo in una società dove nessuna legge proibisce di guadagnare denaro diffondendo ignoranza o, in qualche caso, stupidità."
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