ROMA – Non è durata a lungo la festa di Apple per il lancio del nuovo iPad. La casa di Cupertino è infatti finita nel mirino del Dipartimento di Giustizia americano insieme a cinque dei maggiori editori degli Stati Uniti: la minaccia è quella di una citazione in giudizio con l’accusa di collusione, per aver aumentato il prezzo dei libri elettronici.
Lo riporta il Wall Street Journal, specificando che secondo il Dipartimento di Giustizia, poco prima del lancio dell’iPad numero uno nel 2010, Apple ha agito di concerto con alcuni dei più importanti colossi editoriali Usa – Simon&Shulster controllata da Cbs, Hachette Book Group di Lagardere, Penguin Group di Pearson, Harper Collins Group, divisione di News Corp e Macmilan di Verlagsgruppe George von Holtzbrinck – per creare un cartello alzando artificialmente il prezzo degli e-books. Il che sarebbe in violazione delle leggi antitrust federali.
Secondo il quotidiano newyorkese, alcune delle parti hanno gia’ considerato l’ipotesi di un eventuale patteggiamento, per evitare un procedimento in tribunale che potrebbe essere fortemente dannoso in termini di immagine. Gli editori dal canto loro hanno espresso da tempo la preoccupazione per i prezzi dei best seller digitali, venduti da Amazon.com a 9.99 dollari. Il timore è che sul lungo periodo possano costituire una grave minaccia per il futuro delle attività editoriali, in quanto le grandi catene di librerie non sono in grado di competere.