Usa. Avastin non cura il cancro al seno: ritirata l’approvazione

ROMA – Il farmaco Avastin non cura il cancro al seno. I test clinici hanno dimostrato la sua inefficacia, così la Food and Drug Administration, FDA, americana gli ha revocato l’approvazione. Margaret Hamburg, medico e capo della commissione, ha spiegato oltre a non curar il cancro, Avastin ha scatenato una serie di effetti collaterali come alzamento della pressione sanguigna ed emorragie. Il farmaco della Genentech rimarrà in vendita per altri tipi di tumore, ma dato l’alto costo di Avastin e i dubbi sulla sua efficacia porteranno le assicurazioni a contestare richieste di rimborsi. Il senatore repubblicano David Vitter ha poi accusato la Fda di “accesso razionato” alle cure mediche. I pazienti ne hanno richiesto la messa in commercio.

La Hamburg ha detto: “Può capitare che a volte , nonostante le speranze dei ricercatori, delle industrie e della stessa Fda, i risultati di test rigorosi possano essere contraddetti”. La Genentech, che ha lottato a lungo per vedere Avastin approvato dalla Fda, si è detto “contrariato”. La decisione costerà all’azienda ed al suo partner svizzero Roche 1 miliardo di euro l’anno, che ha già subito un calo del 60 per cento delle ordinazioni di Avastin.

L’accusa che alcuni pazienti e il senatore Vitter hanno fatto ad Fda è chiara: Avastin è un farmaco costoso, più conveniente ritirarlo che coprire le spese finanziarie della 29 mila donne americane che ogni anno si ammalano di tumore al seno. La Hamburg invece ssicura che la motivazione è puramente scientifica.  risultati ad oggi ottenuti sono stati deludenti secondo la commissione medica, anzi gli effetti collaterali spesso sono dominanti e pericolosi.

Uno primo studio aveva mostrato che l’uso di Avastin associato al Taxol, arrestava la progressione del cancro in 5 mesi e mezzo. Ma in altri studi in cui Avastin è stato associato ad altri farmaci chemioterapici  il ritardo della crescita è stato da 1 a 3 mesi. Il farmaco non sembra dunque produrre effetti positivi né sulla qualità, né sulla quantità della vita. La Fda ha così deciso di ritirarlo, per non alimentare oltre le speranze dei malati, che invece ne hanno richiesto l’approvazione.

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