WASHINGTON, STATI UNITI – Mentre la Corte Suprema degli Stati Uniti inizia la maratona per decidere se la riforma sanitaria fortemente voluta dal presidente Barack Obama e’ costituzionale o meno, c’e’ un sondaggio che preoccupa la Casa Bianca: la vasta maggioranza degli americani e’Â contraria alla legge ribattezzata ‘Obamacare’ (da health care, assistenza sanitaria). La riforma che, tra l’altro, introduce l’assicurazione medica obbligatoria per tutti i cittadini entro il 2014, pena sanzioni.
I numeri del sondaggio condotto da Cbs e New York Times parlano chiaro: il 47% degli intervistati si e’ detto contro la riforma; e di questi il 30% si e’ dichiarato ”fortemente contrario”. Solo il 36% dichiara di essere favorevole, mentre nel maggio 2012 ad appoggiare la legge era il 43% degli americani. I duri attacchi da parte dei repubblicani – a partire da quelli dei candidati alla presidenza – hanno dunque lasciato il segno.
Una cosa non da poco visto che – secondo la gran parte degli osservatori – la rielezione di Obama si gioca anche su quella che viene considerata la ”riforma simbolo” del presidente. I sondaggisti spiegano come oggi sei cittadini su dieci che votano per il partito repubblicano sono contrari alla riforma sanitaria, mentre i democratici si dichiarano per la maggior parte a favore.
Tra gli elettori indipendenti si registra invece un testa a testa. Per quanto riguarda le fasce di eta’, pollice verso da parte degli anziani, mentre il sostegno maggiore arriva dagli under 30. Eppure la legge firmata da Obama due anni fa e’ rivoluzionaria, un fattore di civilta’ – spiegano i suoi sostenitori – assicurando la copertura assicurativa a oltre 32 milioni di americani che oggi sono esclusi dall’assicurazione medica. Per i detrattori si tratta invece di un vero e proprio attacco alla liberta’ individuale e al diritto sacrosanto dei cittadini di decidere liberamente se assicurarsi o no.
La pensano cosi’ le autorita’ dei 26 Stati dell’Unione che hanno presentato ricorso e che ora sperano nel pronunciamento dei nove ‘saggi’ della Corte Suprema. Una partita difficilissima per Obama, visto che la maggior parte di questi giudici e’ di nomina repubblicana: cinque contro quattro eletti da un presidente democratico. Tutti si sono riuniti dando il via ad una ‘storica’ maratona di tre giorni – come la definiscono i media locali – nel corso della quale dovranno sviscerare tutti gli aspetti della riforma.
In tutto le ore di udienza previste sono sei, un record da 45 anni. La riservatezza sull’andamento delle udienze sara’ massima. E ai giornalisti e agli avvocati presenti in aula sara’ vietato usare telefonini o inviare messaggi via internet o via Twitter o altri social network. Intanto davanti all’edificio della Corte in centinaia manifestano, chi contro e chi a favore della riforma.
La sentenza, comunque, e’ attesa non prima della fine di giugno. Allora mancheranno solo poche settimane alle convention repubblicana e democratica, e solo quattro mesi all’Election Day del 6 novembre. E il pronunciamento della Corte potrebbe influire nel decidere se Obama resterà alla Casa Bianca o se vincerà il suo avversario repubblicano.
