ROMA – Volunia, il nuovo “Google italiano”, non convince tutti. Questa è l’opinione di Federico Mello del Fatto Quotidiano. Il motore di ricerca “social” secondo Mello non è stato convincente sia nella presentazione all’università di Padova del 6 febbraio, sia nella modalità di accesso che per ora è riservato a pochi “prescelti”. Volunia è un progetto mondiale accessibile in 12 lingue ed ideato da Massimo Marchiori, già inventore dell’algoritmo di Hyper Search che ha reso grande Google.
Marchiori ha detto: “Volunia non è l’anti-Google, parte da un punto di vista differente, sarebbe una follia per qualsiasi start-up mettersi in competizione diretta”. Il sito Volunia.com è riservato per ora solo a 150 mila utenti e tra una settimana dovrebbe essere aperto ai milioni di utenti del web. L’obiettivo del motore di ricerca è di guidare gli utenti attraverso una barra di strumenti sempre aperta nella pagina web, in modo che gli utenti possano fare ricerche mirate in ogni sito attraverso indicizzazioni per contenuti, siano essi audio, video o foto. La vera novità del progetto è l’aspetto “social”, che attraverso la registrazione permette al navigatore di rinunciare all’anonimato e segnalare la propria presenza nel sito, così che sarà possibile per gli utenti chiedere l’amicizia “in base a interessi comuni”.
Mello sostiene però che la conferenza stampa sia stata “uno punto zero”, con i saluti del rettore e del sindaco apparsi come un fuori contesto da molti. I problemi al proiettore e le foto scaricate dal web non hanno aiutato a migliorare la qualità dell’evento. Inoltre è stata criticata la grafica scarna e l’impostazione concettuale del sito. Mello riporta le parole di Luca Annunziata, firma di Punto Informatico: “Sono un po’ perplesso, non ci ho trovato una spinta particolarmente innovativa. La funzione search per loro stessa ammissione non funziona bene come Google e gli altri motori di ricerca: se cerchi ‘lavoro’ in italiano ti escono tre risultati. Inoltre non mi sembra una buona idea chiedere la registrazione per attivare la funzione social. Si criticano tanto i ‘big’, ma finora non si era mai visto un motore di ricerca che chiede di registrarsi. Tecnologicamente è presto per affermare che sia un fallimento. Mediaticamente però, non è stata una prova eccezionale”.
Anche la metafora di Marchiori non è apparsa adeguata a Mello, che l’ha definita “svivolosa”: “Gli utenti web sono come le galline, galline-web in buona parte chiuse dentro gabbie. Volunia vuole aiutare a fare un piccolo volo e guardare il web dall’alto, riducendone la complessità”.