Importanti documenti inediti relativi alla vita di Caravaggio, dal contratto di affitto per la casa di via Firenze, tanto cercato da produrre un falso nel 1993, a quello che permette di fare un po’ di chiarezza sull’arrivo del Merisi a Roma, sono riemersi grazie alla campagna di ricerca e restauro condotta dall’Archivio di Stato di Roma e sponsorizzata da imprese private (tra cui Eberhard & Co, che ha finanziato il recupero di sette volumi in cattivo stato di conservazione) in occasione delle celebrazioni del quarto centenario della morte del genio lombardo.
I fogli restaurati, affiancati da quelli del processo Baglione e da dipinti, saranno in mostra il 16 dicembre nella sede al Complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, a Roma. Presentato oggi alla stampa, il recupero dei primi quattro volumi di documenti ha evidenziato le potenzialità ancora insite nell’indagine sui materiali archivistici per approfondire, in questo caso, le conoscenze sull’arte e la drammatica esistenza di Caravaggio.
Ricerche messe a rischio dalle condizioni in cui versano i materiali d’archivio, per la cui conservazione nel triennio 2010-2012 il Ministero dei Beni culturali non ha risorse da mettere a disposizione. L’allarme è serio, ha detto l’archivista storica Orietta Verdi, in quanto l’inchiostro acido, usato tra il XVI e XVIII secolo, sta letteralmente distruggendo i preziosi fogli. E proprio cogliendo sulla stampa l’appello degli esperti dell’Archivio di Stato, l’amministratore delegato di Eberhard & Co. Italia ha pensato a un’azione di mecenatismo in quanto ”soprattutto in un momento di crisi una grande azienda ha delle responsabilità ”.
Ad essere restaurate le carte sul già noto episodio del 1605 dell’aggressione, con tanto di spada, al notaio Pasqualone a Piazza Navona per una donna (probabilmente la modella della Madonna dei Pellegrini), e i materiali notarili del testamento di Faustina Juvarra (1618), moglie del pittore siciliano Lorenzo Cari e proprio per questo forse anch’essa modella del Merisi. Ma soprattutto, ha spiegato Michele Di Sivo, il team di giovani borsisti (reclutati con risorse private per le celebrazioni del centenario) ha finalmente rintracciato (dopo trent’anni di ricerche che hanno prodotto anche un falso) il contratto con il quale Prudenzia Bruni affitta nel 1604 a Caravaggio una ”casa nova” per un anno a un canone annuale di 45 scudi.
Costretto nel 1605 a rifugiarsi a Genova dopo l’aggressione al notaio Pasqualone, ha aggiunto Di Sivo, il Merisi non pago’ l’affitto e fu cacciato. Per ritorsione ando’ a buttar sassi dove abitava Prudenzia. In occasione della mostra sara’ presentato anche il foglio relativo alla venuta di Caravaggio a Roma. ”Lo stiamo ancora studiando – ha concluso Di Sivo – perche’ apre questioni complesse. Comunque contribuira’ a fare qualche chiarimento”.
