“La Cancelliera triste”. Bernardo Valli su “Repubblica”

La cancelliera Angela Merkel

Nel settembre scorso il partito guidato da Angela Merkel ha vinto nuovamente le elezioni, perdendo però molto sostegno. Da allora, il consenso si è ulteriormente eroso. Ma lei non si dà per vinta e prepara le contromosse. Come lo spiega Bernardo Valli su “Repubblica” articolo ripreso da “Diritti globali”:

Amici, alleati, avversari ce l´hanno con lei. La trovano spenta, assente, indecisa. Insomma, un po´ gattamorta. Ma basta che lei, Angela Merkel, alzi la voce, che al Bundestag si spazientisca, e inviti l´opposizione rumorosa, ringagliardita dalla sua apparente passività, a non interromperla («Adesso spetta a me parlare. Silenzio!»), ed ecco che i diagrammi del consenso nazionale, fino a quel momento mosci, conoscono un´impennata, sia pur effimera, riprendono quota, come sferzati dal lampo di collera della Cancelliera. La quale prosegue nel suo lungo discorso (45 minuti), risfoderando subito l´eterno mite sorriso. Un sorriso più grintoso di tutte le spocchie inalberate dai maschi al potere in Europa. Più efficace dell´assordante stile di Sarkozy, del borbottio di Gordon Brown e delle rodomontate di Berlusconi. È facile diventare femministi se si osserva lo stile serafico della Cancelliera di fronte ai tormenti politici che l´affliggono appena quattro mesi dopo la vittoria elettorale d´autunno, e mentre non sono scomparsi del tutto, da edicole e teleschermi, i trionfalistici elogi di fine d´anno alla «donna più potente del mondo»[… ]

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