Giovedì sono stati quattro i razzi lanciati dal Libano contro le città di Nahariya e Acri, a nord dello stato ebraico. Uno intercettato dalle batterie antimissili Iron Dome, gli altri tre andati a vuoto.
Il premier Benyamin Netanyhu aveva avvertito: “Chiunque ci faccia male o provi a farlo, sappia – ha detto – che si farà male”.
Secondo il portavoce dell’esercito Yoav Mordechai i responsabili dei lanci sarebbero questa volta “membri della jihad internazionale” sunnita (sempre più attivi anche nella vicina Siria, all’interno dello schieramento anti-Assad) e non hezbollah sciiti libanesi.
Il ministro della difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha ricordato nei giorni scorsi che “se per lungo tempo i confini sono stati relativamente tranquilli, ora non ci sono garanzie. Il Medio Oriente è in tumulto”.