
GINEVRA – “Sono onorata di portare il nome di mio padre”: a dirlo è Lucia Riina, figlia del boss della mafia Totò Riina. In un’intervista alla televisione svizzera ripresa dal Corriere della Sera, Lucia Riina ha detto di essere allo stesso tempo dispiaciuta per le vittime, ma “onorata di portare il nome di mio padre.
“Io sono onorata di chiamarmi così, e felice perché è il cognome di mio padre e immagino che qualsiasi figlio che ama i suoi genitori non cambia il cognome. Corrisponde alla mia identità”, ha detto Lucia Riina, 34 anni, pittrice.
Nell’intervista, doppiata in francese, la donne si dice dispiaciuta per le vittime del padre, ma aggiunge che “non bisogna restare nel passato ma guardare avanti”.
Parlando della sua famiglia, la figlia del boss ha detto: ”Sono i miei genitori, siamo cattolici e devo dell’amore a mio padre e mia madre”, ricordando che a casa pregavano tutte le sere e che il momento più brutto della sua vita fu l’arresto di suo padre.
”Nostra madre è stata estremamente importante, poiché non abbiamo potuto andare a scuola. E’ lei che ci ha insegnato a leggere e a scrivere”, ha affermato. La figlia del boss, che ha compiuto in Svizzera il suo primo viaggio all’estero, afferma, infine, che non le dispiacerebbe vivere e lavorare in Svizzera.
