ROMA – I neuroni di due topolini hanno comunicato tra di loro dal Brasile al Nord America. L’esperimento di telepatia hi-tech pone le basi per i “computer organici” ed ha collegato i due cervelli sfruttando i principi delle reti neurali. L’esperimento condotto da Miguel Nicolelis, della Duke University di Durham in North Carolina, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Il progetto, dal costo complessivo di 20 milioni di dollari, prevede di avere la prima dimostrazione pubblica in Brasile, in occasione dell’inaugurazione dei Mondiali di calcio 2014.
I cervelli dei due topolini, in cui sono stati inseriti degli elettrodi, hanno comunicato nonostante la distanza. Il segnale è partito dal cervello del topo “codificante” che si trovava in Brasile, presso l’Istituto Internazionale di Neuroscienze ”Edmond e Lily Safra” nel Natal, ed è stato trasmesso al cervello ricevente, che si trovava a Durham, in Nord Carolina.
L’ESPERIMENTO – Il punto di partenza dei ricercatori è stata la grande flessibilità del cervello dei ratti: ”I primi studi sulle interfacce uomo-macchina – spiega Nicolelis – ci hanno convinto che il cervello di ratto sia molto più plastico di quanto si pensi”. Il passo successivo è stato quindi domandarsi: ”Se il cervello può assimilare i segnali che vengono da sensori artificiali, potrebbe assimilare anche quelli che arrivano da sensori di un organismo diverso?”.
La risposta, positiva, è arrivata dagli esperimenti nei quali i cervelli di due ratti sono stati collegati con microelettrodi per trasmettere le informazioni relative ad alcune operazioni legate ad una ricompensa, come premere l’interruttore giusto quando su di esso si accende un segnale luminoso o distinguere con i baffi le dimensioni di un’apertura. Il prossimo passo, sul quale i ricercatori sono già al lavoro, prevede di collegare più animali per risolvere problemi complessi.
COMPUTER ORGANICI – Nicolelis ha spiegato: “Stiamo creando un singolo sistema nervoso centrale formato dai cervelli di due ratti”. Proprio come un computer dotato di connessione internet, i cervelli dei due animali hanno trasmesso informazioni seppur molto distanti.
Miguel Pais-Viera, primo autore della ricerca, precisa: “Anche se gli animali sono così distanti, riescono ancora a comunicare, nonostante gli inevitabili disturbi nella trasmissione e il ritardo nei segnali”.
Il ricercatore ha poi aggiunto: “L’esperimento indica che potrebbe essere possibile creare una rete funzionante di cervelli animali distribuiti in luoghi differenti”. Fondamentalmente, prosegue Nicolelis ”stiamo creando un computer organico capace di risolvere un problema”.
Il video dell’esperimento pubblicato su Nature: