ROMA – Una conca tra le montagne dove tutto, case, strade, auto, è stato ricoperto dal fango. E gente che scava tra la terra ancora umida, per cercare qualche sopravvissuto. I momenti terribili del 10 ottobre 1963 a Longarone ora possono essere visti con l’obiettività di una cinepresa super8. E’ stato Zolio Da Vià ad avere la prontezza di filmare tutto. Viveva nella vicina Domegge di Cadore, e la sera prima aveva sentito quello strano tuono forte, che poi si sarebbe rivelato l’esondazione della diga del Vajont. Con questo filmato, digitalizzato e postato su Facebook dal figlio di Zolio, Massimo da Vià, si ricorda quella che è stata una delle più terribili tragedie evitabili dell’Italia.
Come scrive su Facebook Massimo:
“La mattina presto di un 10 ottobre di 50 anni fa mio padre prese una cinepresa super8 dal negozio e, in lambretta con un suo amico, da Domegge, raggiunsero Longarone. Nella notte era successo qualcosa, c’era stato un grande tuono e rumore di sirene ed elicotteri… forse le prime immagini, o tra le prime o chissenefrega… Vorremmo fossero le ultime”.