Di Caprio di nuovo con Scorsese in Shutter Island: “E’ il mio maestro”

Martin Scorsese e Leonardo Di Caprio tornano a lavorare insieme nel film “Shutter Island”. Il film racconta la storia ossessiva e misteriosa di un capo della polizia, Teddy Daniels, (DiCaprio) che insieme al suo nuovo partner (Mark Ruffalo) si ritrova in missione a Shutter Island, un’isola davvero paurosa dove c’è un impenetrabile ospedale per pazzi criminali. Qui i due scopriranno una realtà più terribile di quanto potessero immaginare e Daniels dovrà fare i conti con il suo oscuro passato.

In un’intervisa rilasciata Leonardo Di Caprio alla rivista russa Kp, l’attore americano scherza sul suo rapporto col regista: «Martin come un padre? Lavoriamo insieme da 10 anni, da quando abbiamo girato Gangs of New York. Per me è stato più un maestro. Tra di noi la fiducia è aumentata col passare degli anni».

Di Caprio non sa se riuscirebbe a rifiutare un giorno di recitare con il regista di Taxi Driver”: «Per me lui è uno dei più grandi registi viventi. Abbiamo girato quattro film negli ultimi 10 anni. E’ difficile immaginare di meglio per un attore».

L’attore poi svela che gli piacerebbe recitare la parte di un importante personaggio storico. Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di Stalin. Sul nome del dittatore russo però Di Caprio non si sbilancia: «Sono molto affascinato dal mondo russo di quell’epoca. Mia nonna er russa e mi ha raccontato le tragedie che hanno colpito quel Paese durante la Seconda Guerra Mondiale. Non so se riuscirò a interpretare Stalin ma interpretare un ruolo del genere sarebbe per me molto interessante».

Poi Di Caprio parla del personaggio che interpreta nel nuovo film: «La caratteristica principale di Teddy è la dualità. Mi piaceva l’idea di affrontare questo territorio, mi permetteva di sperimentare diversi estremi. Il film è un mix tra il thriller psicologico e l’horror gotico ma al centro c’è una tragedia umana, il trauma della perdita, il modo in cui una persona affronta il dolore e la capacità o meno di superarlo. Per prepararmi ho fatto molte ricerche e visto vari documentari sulla malattia mentale».

Infine l’attore dice che la prova più difficile della sua vita è stata affrontare il “dopo Titanic”: «Mi trovai in una situazione in cui dovevo controllare l’isterismo che provocò quel film. Ero pienamente consapevole che questa isteria non aveva nulla a che fare con la mia persona».

Published by
admin