Susan Sarandon a Roma: “Il cinema italiano non è più…”

L’attrice Susan Sarandon ha tenuto banco, sabato sera, in un incontro con il pubblico di Roma, e ha parlato del suo amore per alcuni autori ialiani: “Quando ho visto Il Conformista di Bertolucci al college, non ho capito molto ma ne sono rimasta affascinata, così come con Fellini. Anna Magnani ha cambiato la mia idea di come una donna possa essere attraente e sexy. Oggi credo che il cinema italiano non sia più così distinto e diverso”.

Per il futuro, ha detto Susan Sarandon, “mi posso immaginare, quando i miei figli non avranno così bisogno di me, di vivere in Italia o a Bali. Qui mi sento a casa, amo la luce, il cibo, la gente”.

L’attrice, elegante in un completo pantaloni e camicia nera, ha risposto per oltre un’ora e mezzo alle domande di Mario Sesti e Antonio Monda, che hanno condotto la conversazione, e del pubblico, e ha commentato varie scene di alcuni dei suoi film più famosi, da Thelma e Louise a Dead man Walking.

La Sarandon, è stata sposata con un italiano, il regista Franco Amurri, a sua volta figlio del più noto Antonio e dal quale ha avuto una figlia, Eva.

La Sarandon, che non ha disdegnato scene di nudo, ha parlato a lungo del rapporto con i registi e la recitazione, anche in questo periodo in cui trionfa il 3D: “A volte lavorare il blue-screen è più facile che lavorare con un attore in carne e ossa – ha scherzato l’attrice -. Quando è capitato a me di recitare in un film in 3D, Speed Racer, non ho cambiato molto, anche se lavorare con i sensori in faccia per un lungo periodo non è possibile. Non so come abbiano fatto gli attori di Avatar, recitare in quel film deve essere assomigliato più a prendere droghe, ma il risultato è stato ottimo”.

Susan Sarandon, i figli e Tim Robbins, dal quale si è lasciata a dicembre 2009 dopo 23 anni

A chi le chiedeva quale fosse stato il segreto per diventare Susan Sarandon, l’attrice ha risposto sorridendo: “Sono qui perché sono falliti tutti i piani che mi ero fatta. Ai miei figli dico sempre che il loro compito è fare errori. Oggi bisogna essere adattabili, flessibili e svegli, così da imparare il più possibile quando sbagli. E’ quello che cerco di fare perché ti può portare in luoghi interessanti”.

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