24 giugno-30 agosto 2010: Berlusconi si stufò della “dama bianca” in soli 2 mesi
Federica Gagliardi (Foto Lapresse)
ROMA – 24 giugno – 30 agosto 2010: tanto è durata la meteora di Federica Gagliardi, la “dama bianca” che accompagnò Silvio Berlusconi a Toronto ad incontrare i grandi della Terra e fermata una settimana fa all’aeroporto di Fiumicino con un trolley rosa shocking carico di cocaina. Più precisamente i 2 mesi di gloria della bionda accompagnatrice di Berlusconi al G8, finiscono il 30 agosto 2010, alla cena tenutasi a Roma, in onore di Gheddafi. Tradita dalla sua stessa ambizione, fu scaricata dal Cavaliere dopo quella sera. Il perché lo rivela Grazia Longo sul quotidiano la Stampa, in un profilo a lei dedicato.
Scrive Longo che quell’anno, la ventottenne fresca di laurea in Giurisprudenza, conobbe Silvio Berlusconi che l’aveva notata tra lo staff del comitato elettorale dell’ex governatrice, Renata Polverini. Lui ne restò affascinato, tanto da portarsela nei suoi viaggi istituzionali, al G8, a Panama e in Brasile, viaggi ai quali partecipò pure l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola. Ma qualcosa in quell’ultimo viaggio deve essere andato storto, tanto che due mesi dopo, alla cena di gala in onore di Gheddafi non fu neppure invitata.
Lei che, appena scesa dal volo di Stato, si era giocata le sue carte per guadagnarsi il suo angolo di palcoscenico, vantandosi di avere in rubrica il numero personale di Berlusconi, ha compiuto un passo falso poco dopo quello che le era apparso il grande salto in politica. Cosa accadde esattamente lo scrive Longo:
Si fa in quattro per “imbucarsi”. E alla fine ce la fa: riesce a strappare un ingresso al cerimoniale, si piazza davanti Berlusconi e l’ex leader libico e chiede si sedersi in mezzo a loro due. Ma Berlusconi rifiuta, le spiega che è impossibile per questioni di sicurezza e la relega in un angolo. Dopo quella sera si è fatto negare al telefono.
L’opportunismo di quella pretesa l’avrebbe fatta scivolare via dalle grazie di Berlusconi che così l’ha scaricata. Scrive Longo che da allora “ha continuato a inseguire il sogno politico e ha cercato, invano, di trovare un aggancio con l’Udc”. Ora è in carcere a Civitavecchia dove trascorre il tempo a cucire con le altre detenute: “Conoscere Berlusconi mi ha rovinata”, raccontava alcuni giorni fa in un’intervista a Repubblica.