Gli animali hanno un effetto benefico che gli italiani sembrano apprezzare soprattutto in questo periodo, al punto da decidere di spendere sempre di più in cibo di qualità per i quattrozampe mentre fanno economia sulla propria alimentazione. Stando alla fotografia scattata dalla VII edizione del Rapporto Assalco-Zoomark solo per nutrire i 14,5 milioni di cani e gatti adottati, nel 2013 gli italiani hanno speso 1,77 miliardi di euro, una cifra in crescita dell’1,7% sul 2012 nonostante le vendite in volume siano scese dello 0,8% a 548 milioni di chilogrammi.
L’incremento della spesa e il decremento della quantità di cibo comprato sono un trend costante degli ultimi anni, che si mostra in controtendenza con la spesa per l’alimentazione ‘umana’. Stando agli ultimi dati di Coldiretti, dall’inizio della crisi nel 2008 gli italiani hanno tagliato dell’8% gli acquisti alimentari, con un crollo record del 3,1% nel 2013. E il fenomeno non è solo nostrano: nel mondo il cibo per animali domestici ha un valore di 53 miliardi di euro, di cui 15,5 miliardi solo negli Usa. Tanta attenzione per il nutrimento di Fido e Micio si può spiegare con gli effetti benefici che i padroni attribuiscono loro. Per il 94% dei proprietari, cani e gatti portano gioia e buonumore, per il 91% contribuiscono a tenere unita la famiglia e alleviano le preoccupazioni, per il 90% aiutano a distrarsi e a sentirsi meglio in questo periodo di crisi e incertezza. Di certo vengono considerati parte della famiglia.
I cani sono nel 55,6% delle case italiane, i gatti nel 49,7% e la loro presenza dipende dal nucleo familiare. Tra i possessori di pet, nelle famiglie monocomponenti è molto più frequente trovare i gatti (65%) rispetto ai cani (22%), mentre la presenza di entrambi si ferma al 13%. Nelle famiglie senza figli il 36% ha cani, il 39% gatti e il 24% entrambi, mentre nelle famiglie con figli si registra una maggiore presenza di Fido e una più alta compresenza dei due quattrozampe, che raggiunge il 33%.