ROMA, 17 MAR – Un incendio ha distrutto la scorsa notte a Roma una falegnameria, annessa ad una chiesa da tempo in disuso, anch'essa andata parzialmente a fuoco. L'episodio, pero', si e' tinto di giallo per il fatto che su una porticina laterale dell'edificio di culto, la chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, in via Vigna Mangani a Pietralata, e' stata trovata una scritta antisemita. Incendio e scritta, al momento, secondo quanto risulta anche agli investigatori, non sarebbero collegati. Ma la coincidenza non e' stata sottovalutata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno per il quale ''e' necessario fare subito chiarezza sulle dinamiche che hanno causato l'incendio e sui responsabili della scritta antisemita apparsa sul portone dell'edificio. Si tratta di un episodio gravissimo che va condannato con fermezza perche' offende tutta la citta'''. La frase, oggi subito cancellata, sulla porta della chiesa recitava: ''Ebrei cani!''. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti del commissariato Sant'Ippolito e alcuni testimoni hanno riferito che, la scritta, fatta con vernice spray rossa su una porta laterale che da' accesso all'ex luogo di culto, era gia' presente prima dell'incendio e non sarebbe quindi collegato all'episodio della scorsa notte.
Le fiamme sono inizialmente divampate nella falegnameria, causandone il crollo del tetto, poi si sono propagate all'interno della chiesa adiacente e in disuso, parzialmente distrutta. Avvolto dalle fiamme anche un appartamento in cui viveva una famiglia che e' stata sgomberata dopo un rilievo che ha dichiarato inagibile la casa.
''Una condanna ferma, senza se e senza ma'' e' arrivata da Dante D'Elpidio, vicepresidente di Unitalsi. ''L'incendio che ha distrutto la chiesa di Pietralata, e la scritta antisemita, lasciata li' a sfregio, rappresentano un atto sacrilego che lascia sgomenti. Quei gesti – continua D'Elpidio- nascondono odiose forme di intolleranza religiosa che, ormai troppo spesso, spuntano come rigurgiti impazziti. Sottovalutarli sarebbe un errore. Per questo, occorre respingerli senza esitazioni, con lo scopo di difendere l'anima ecumenica di una citta', Roma, che da sempre e' terra di dialogo e di confronto''.