
ROMA – Indagine per avvelenamento da parte dei carabinieri del Nas nelle zone di Roma nord dove ai cittadini è vietato usare l’acqua all’arsenico. Niente acqua per cucinare o lavarsi, troppo alti i livelli di inquinanti. E dopo il divieto di uso diramato dalla Asl di Roma, la Porcura ha aperto un fascicolo sulla vicenda.
Ilaria Sacchettoni  sul Corriere della Sera-Cronaca di Roma scrive:
“Il grado di pericolosità dell’acqua che scorre tra Malborghetto, Brandosa, Casaccia, Casal di Galeria, Monte Oliviero, Piansaccoccia, Camuccini (località servite dalle condotte rurali l’Arsial) va pesato con cura, al netto di problemi irrisolti e grida d’allarme rilanciate nei giorni scorsi. Stesso discorso per la comunicazione adottata dal Campidoglio in questa fase: anche se nel fascicolo del procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e del pubblico ministero Maria Letizia Golfieri non sono ipotizzate omissioni sul piano amministrativo, è certo che, nei prossimi giorni, saranno ascoltati responsabili del Comune per chiarire (anche) quest’aspetto”.
Il problema a Roma nord resta, spiega il Corriere della Sera, e l’avvelenamento non può essere risolto in pochi giorni, così come il problema non è nato all’improvviso:
“o l’allarme è stato sottovalutato a lungo (è il timore degli abitanti dela zona), oppure negli ultimi giorni c’è stato un rilancio sproporzionato della questione, sulla quale è saltata anche la politica (il centrodestra preme contro l’Arsial anche dagli scranni del parlamento europeo)”.
Ora i carabinieri del Nas indagano presso la Asl di Roma:
“La comunicazione dei vertici della Rm E finora ha riguardato specificamente l’utilizzo dell’acqua domestica. Risale a 48 ore fa l’ultimo avviso ai cittadini della zona a non sottovalutare il rischio di malattie epidermiche e a limitare l’utilizzo dell’acqua di casa anche per l’igiene personale. Ma nei giorni scorsi i vertici dell’Azienda sanitaria locale avevano mostrato l’intenzione di effettuare un’indagine epidemiologica per verificare gli effetti dell’esposizione all’arsenico sui residenti di Malborghetto e zone limitrofe. Un’ipotesi, interamente da dimostrare, che farebbe scattare automaticamente l’ipotesi di omicidio colposo”.
