Adama, simbolo della violenza contro le donne, si inventò tutto?

FORLI', 28 APR – Adama, la donna senegalese che aveva denunciato di essere stata picchiata e stuprata da un connazionale, si sarebbe inventata tutto, commettendo anche una lunga serie di reati. Di questo e' convinta la procura di Forli' che, come anticipato dalla stampa locale, ha notificato alla donna, attualmente ospite di una struttura protetta, la fine delle indagini con a suo carico una dozzina di capi d'imputazione.

La vicenda prese il via lo scorso mese di dicembre, quando l'africana, dal Cie di Bologna, denuncio', tramite un legale, di essere stata vittima, due mesi prima in un piccolo comune del forlivese, della violenza, provocando le critiche di alcune associazioni contro le forze dell'ordine, accusate di non essersi adeguatamente attivate. Ne nacque un caso nazionale, raccolta di firme, sino all'intervento anche del ministro dell'interno Cancellieri. La storia di Adama venne addirittura scelta come simbolo per la giornata mondiale della violenza contro le donne, e diverse associazioni lanciarono un appello affinche' l'africana fosse liberata, come poi avvenne, inviata in un casa protetta e dotata di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Le indagini avviate per identificare il presunto stupratore hanno pero' completamente ribaltato, secondo la magistratura, i contorni della vicenda.

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Elisa D'Alto