ROMA – Quarantatré anni dopo la strage di piazza Fontana, un libro e un film riaccendono le polemiche su uno degli eventi più misteriosi della storia repubblicana. Il film, appena uscito in sala, è “Romanzo di una strage”, firmato da Marco Tullio Giordana. Cast d’eccezione per offrire una verità su quei morti e quella bomba che sono ancora un giallo. Il libro è apparso sul web ed è firmato da Adriano Sofri. In 132 pagine smonta la teoria dietro la sceneggiatura del film. “Tesi assurde e gratuite”.
Sofri smonta la teoria della doppia firma, ovvero che dietro le bombe ci fossero sia servizi segreti deviati che estremisti di destra. “Uno intenzionato a fare il botto – sintetizza Sofri – l’altro a fare morti. Considero questa tesi insensata, e nelle pagine che seguono lo argomenterò. Il film, avendo conservato questa tesi e avendola – grazie al cielo – spogliata dell’attribuzione agli anarchici delle bombe “innocue”, l’ha resa gratuita, dunque ancora più assurda: bombe d’ordine o parafasciste che “raddoppiano” bombe fasciste”.