AGRIGENTO – A incastrarlo e' stato l'esame del Dna, a rovinarlo il vizio del gioco. Giornalmente arrivava a spendere, scommettendo on line, anche piu' di mille euro. Spese folli che, Leonardo Iati', 20 anni, nullafacente, non poteva piu' permettersi. E proprio un tentativo di rapina finito male, originato dalla necessita' di trovare il denaro, sarebbe il movente dell'omicidio di Giovanna De Rossi, la pensionata di 68 anni, originaria di Roma e trasferitasi a Montallegro, uccisa nella sua abitazione l'11 dicembre del 2009.
Secondo la Procura il giovane avrebbe cercato – ma senza trovarli – i gioielli che l'anziana teneva nascosti in bagno, dopo averla uccisa spaccandole la testa con un vaso. Per sviare le indagini l'assassino avrebbe poi inscenato improbabili riti satanici, con incisioni a forma di semiluna e di ''S'' nell'ombelico della vittima lasciando accanto al cadavere dei cioccolatini e delle candele. Ad inchiodare Iati' alle sue responsabilita' sono state le indagini del Ris di Messina. I militari, trovarono, quel giorno, sul lavello dell'appartamento un pezzo di carta assorbente intriso di sudore.
Fra i vicini di casa dell'anziana sono stati raccolti i campioni di saliva per la comparazione del Dna. Iati' sarebbe stato identificato – come ha spiegato, in conferenza stampa, il procuratore di Agrigento Renato Di Natale – attraverso il campione offerto, spontaneamente, dal padre del giovane, un poliziotto. Gli esami biologici hanno cosi' permesso d'appurare che il profilo genetico era compatibile con quello di Leonardo Iati'.
