ROMA, 5 OTT – In un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando si ricorre piu’ spesso a scommesse, lotterie e giochi vari, in una ricerca, a volte disperata, di benessere: e sono soprattutto i pensionati e i bisognosi i piu’ esposti al virus del gioco d’azzardo.
In Italia sono in sensibile aumento le persone che soffrono di ”ludopatia”, termine nuovo che indica un fenomeno antico, reso celebre da Dostoevskij: la dipendenza da gioco compulsivo. Sono oltre un milione gli italiani ‘gioco-dipendenti’, persone che possono esser facile preda della criminalita’ organizzata che considera il gioco d’azzardo e le scommesse un giacimento d’oro da sfruttare.
L’allarme viene lanciato dal Senato che, nell’ approvare all’ unanimita’ la relazione della Commissione Antimafia sul riciclaggio e le infiltrazioni mafiose nel gioco lecito ed illecito, chiede al governo di intraprendere ”ogni iniziativa utile” per fronteggiare la crescita della dipendenza dal gioco d’azzardo.
Un fenomeno che sta colpendo anche i minorenni e che si e’ guadagnata la definizione di ”nuova peste” per il possibile contagio in questa grave congiuntura economica. Sotto accusa sono soprattutto le slot machine.
”In Italia soltanto nel settore dei videogiochi – denuncia il senatore dell’ Idv Luigi Li Gotti, relatore in Aula della relazione dell’ Antimafia – esiste un numero impressionante di macchine, ben 400.000, ossia il 15% in piu’ degli altri Paesi che conoscono questo fenomeno. Tutto questo e’ controllato in buona parte dalla criminalita’, che impone il controllo del territorio attraverso i gestori, e si traduce in un disastro per i giovani, per gli anziani, per le famiglie”. Sono soprattutto le persone piu’ avanti con l’eta’ le piu’ esposte al rischio.
La prova e’ nel fatto che, come dimostra la relazione discussa in Senato, i giorni in cui si gioca di piu’ sono quelli immediatamente seguenti alla riscossione della pensione.
Il giro d’affari e’ imponente. ”Nell’arco di un decennio – sottolinea il senatore del Pdl Raffele Lauro, tra i piu’ impegnati dell’ Antimafia sul tema – la spesa per gioco pubblico d’azzardo e’ passata dai circa 10 miliardi di euro del biennio 2000-2001 ad un ammontare previsto per la fine del 2011 di 73 miliardi; da una spesa pro-capite di 175 euro a 1200 euro”. Si tratta in media di circa 100 euro al mese che ogni italiano spende in gratta e vinci, scommesse e lotterie. Si presume che questi dati siano destinati ad impennarsi se si guarda al gioco clandestino.
I dati ufficiali sono viziati dal fatto che i due terzi delle ”macchinette” non sono collegate alla rete di controllo e, quindi, sfuggono a qualsiasi forma di tassazione. Nel corso del dibattito al Senato non sono mancate critiche al governo per il ricorso ai giochi per fare cassa .
”Non ci possiamo rassegnare impotenti di fronte a chi dice che ‘pecunia non olet’ e che con i soldi delle scommesse e delle lotterie manteniamo il bilancio dello Stato” ha affermato, tra gli altri, il capogruppo dell’ Udc Gianpiero D’Alia; mentre un suo collega di partito, Antonio De Poli, alla Camera ha presentato una proposta di legge per mettere al bando le slot machine nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, nei circoli e nelle associazioni.