ROMA – Strani presagi e fughe improvvise hanno segnato l’ultimo incontro tra Albano e sua figlia Ylenia. Il cantante pugliese ha raccontato il retroscena della tragica scomparsa della figlia, avvenuta nel 1994 negli Stati Uniti. La ragazza non è mai stata ritrovata. Albano racconta alla Gazzetta del Mezzogiorno il viaggio con la famiglia negli Stati Uniti. Durante una tappa in Texas ricorda: “C’era una Via Crucis e poi c’era un uomo sui trampoli che raffigurava la morte. Venne verso di me, era come se dicesse ‘Ti prendo’. Io reagii con una smorfia”.
Albano racconta che sua figlia Ylenia voleva andare in Belize per scrivere un libro sugli homeless, ma lui non era affatto d’accordo. Il cantante ricorda l’ultima sera che ha visto la figlia, in un hotel a New Orleans. “Quella sera ho aspettato, ho fatto finta di niente, e poi all’improvviso sono entrato nella stanza: lei si stava già organizzando per andare via. Si è alzata e si è messa a correre per l’albergo. Mi sono messo a correre anch’io, per cercare di parlarle, per chiederle che cosa stesse accadendo. Ylenia allora si è fermata vicino a dei poliziotti e ha detto loro: «Quell’uomo mi sta inseguendo». E io a spiegare loro: «Sono il padre, lei è mia figlia» Poi si è rifugiata dai tassisti, sempre dicendo che c’era un uomo che la inseguiva e che le voleva fare del male. Non aveva mai reagito così. Mi impressionò come la polizia lasciasse correre”. E poi, l’ultima telefonata, l’1 gennaio 1994. “Lei aveva un appuntamento con questo strano homeless che suonava il sassofono, Alexander Masakela. Temo che mia figlia si fosse fatta ammaliare e che ci fosse di mezzo anche la droga. Le chiesi: «Dove sei?». E lei: «Ma che importanza ha?». «Fammi sapere come stai…» Ylenia disse: «Io con questo oggetto di plastica tra le mani non riesco a comunicare. Volevo solo farti gli auguri…»”.