“Castrato” l’Albero della Fecondità: scomparsi i testicoli

MASSA MARITTIMA (Grosseto) – L’Albero della Fecondità è stato “castrato”: l’affresco del 1265 che rappresenta un albero con appesi dei falli al posto dei frutti ed alcune donne intente a raccoglierli ha visto alcuni testicoli ridimensionati, o addirittura cancellati, dopo un’opera di restauro durata tre anni. L’Albero si trova a Massa marittima ed è dipinto sulla parete delle fonti dell’Abbondanza. Scoperto nel 1999 il gioiello della cittadina maremmana, nota per la sua straordinaria bellezza in grado di attrarre il turismo internazionale, nel 2008 fu affidato alla sovrintendenza di Siena affinché fosse restaurato.

L’operazione, spiega in una nota il soprintendente per i beni storici e artistici per le province di Siena e Grosseto Mario Scalini, ”è stata condotta con ogni possibile accortezza e non può in alcun modo, per la tecnica impiegata, aver radicalmente modificato parti originali dell’opera. Nel caso si è sacrificato un ‘rinforzo’ non originale del precedente restauro integrativo”.

Ma c’è anche chi ha parlato di “castrazione” artistica davanti alla scomparsa sospetta dei testicoli, come Gabriele Galeotti, consigliere di opposizione in consiglio comunale,  che ha presentato un esposto alla procura, sostenendo che “l’affresco appare fortemente compromesso nella sua autenticità a causa di una campagna di restauro irrispettosa dei caratteri artistici, tipologici e formali dell’opera molte porzioni dell’opera sono state ridipinte arbitrariamente e senza alcun doveroso rispetto delle allegorie d’origine”.

Ma non sarebbero stati i restauratori a ‘castrare’ i singolari frutti dell’albero: i testicoli non più visibili potrebbero essere stati quelli ritoccati durante precedenti restauri. E comunque le infiltrazioni d’acqua dalle vasche della Fonte dell’Abbondanza ha costretto al fissaggio delle parti pittoriche e l’asportazione dei sali e calcari che tendono a riformarsi: tra le parti piùà attaccate da questi depositi potrebbero esserci anche dunque quelle che raffiguravano i testicoli dei “frutti”. Tuttavia, spiega il soprintendente, non c’è rischio di sbagliarsi: ”Nell’albero comunque compaiono un gran numero di ‘baccelli’ che risultano dettagliati in forma anatomica di sesso maschile sufficienti a lasciar intendere l’aspetto originale della lacunosa ‘sacca”’.

 

 

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