Alberto Bonanni, morto musicista pestato a Monti: era in coma da 3 anni

Alberto Bonanni

ROMA – Alberto Bonanni è morto il 6 dicembre nell’ospedale di Subiaco, dove era ricoverato in coma da 3 anni. Bonanni fu brutalmente picchiato nel quartiere Monti, a Roma, il 26 giugno 2011. Da allora il musicista di 29 anni entrò in coma vegetativo. I funerali si svolgerannolunedì 8 dicembre a Roviano, il paese dove Alberto era nato.

Laura Bogliolo sul Messaggero scrive:

“«Mi guardava e non parlava, mi chiedeva aiuto e non parlava, tre anni così, nella sofferenza più profonda, ora è un angelo». Alberto Bonanni non c’è più, è morto per insufficienza respiratoria in un letto d’ospedale di Subiaco. È morto dopo un’agonia fatta di silenzi e smorfie, inghiottito tra due mondi, in coma vegetativo dopo essere stato violentamene aggredito la sera del 26 giugno 2011 nelle strade del rione Monti mentre era con amici”.

Bonanni aveva trascorso 6 mesi nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Giovanni, dove era stato ricoverato per il trauma cranico dovuto al pestaggio subito, scrive la Bogliolo:

“La testa fasciata, un visibile gonfiore nel lato destro, aveva il letto vicino alla finestra del reparto al secondo piano del San Giovanni. «Così almeno può vedere il cielo» diceva Patrizia mentre gli stringeva la mano. I medici scoprirono anche un tumore cerebrale, «ma avrebbe vissuto altri venti anni» dicono i genitori. Gaetano Scalise, l’avvocato della famiglia Bonanni ha sempre affermato che «il ragazzo è in coma a seguito dei colpi ricevuti, colpi che hanno creato un’ematoma, la causa delle sue condizioni di salute»”.

Poi i 18 mesi passati nella clinica Santa Lucia, con mamma Patrizia e papà Evaristo sempre accanto al figlio:

“Diciotto mesi seduti su una sedia» dice Patrizia, mentre passeggia nervosamente nei corridoi dell’ospedale di Subiaco. Il papà Evaristo ha lasciato il lavoro per seguire il figlio «perché aveva bisogno di assistenza in qualunque cosa» spiega Patrizia. Per cercare di svegliare Alberto dal coma gli amici suonavano le sue canzoni nella stanza d’ospedale. Poi in giro per tutta Italia, negli ospedali specializzati in neurochirurgia per dare una speranza di vita ad Alberto. «Operazioni alla testa, visite dai migliori specialisti – si sfoga Patrizia – ma non c’è stato niente da fare, Alberto non è più tornato»”.

Una vita tranquilla quella di Alberto, che da Rovione era andato a Roma per coltivare la sua passione per la musica.Poi la sera del 26 giugno 2011 il pestaggio:

“Quattro gli imputati nel processo per l’aggressione a Bonanni. La Corte di Appello di Roma ad aprile aveva riqualificato il reato di lesioni gravissime in tentato omicidio per Massimiliano Di Perna, noto come ”Il Pittore”, e Gaetano Brian Bottigliero, 23 anni. Nel 2013 i giudici della I Corte d’Appello di Roma hanno confermato la condanna a 9 anni di carcere inflitta in primo grado col rito abbreviato per Carmine D’Alise e Cristian Perozzi. «Ora cosa diranno? Cosa proveranno? Proveranno almeno un po’ di pena? – grida Patrizia- ho vissuto l’umiliazione di vedere mio figlio ridotto a un vegetale, dovevo cambiargli i pannoloni. La sorella Ludovica è distrutta dal dolore. Adesso Alberto è un angelo»”.

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