Aldo Busi non diffamò Veronica Lario: “Viveva con B., sapeva pure di Mangano”

Lo scrittore Aldo Busi assolto dall’accusa per diffamazione rivoltagli da Veronica Lario (Foto Lapresse)

MILANO – Aldo Busi non diffamò Veronica Lario. Lo scrittore bresciano che aveva criticato l’ex moglie di Silvio Berlusconi, nel corso della trasmissione Otto e Mezzo, incassa l’assoluzione in tribunale per l’accusa di diffamazione intentatagli dalla Lario.

Se sapeva dei tradimenti di Berlusconi doveva sapere anche dello stalliere Mangano. Questo in sintesi quanto detto da Busi a Lilli Gruber nel corso in una puntata risalente al primo ottobre 2010. Lo scrittore accusava la Lario, facendo riferimento alla lettera che la signora Berlusconi scrisse ai giornali per richiedere le pubbliche scuse del marito. Busi si è detto stupito del fatto che una donna “con un’istruzione piuttosto vasta” come l’attrice avesse mandato una “lettera per una storia di possibili corna o tradimenti o minorenni, eccetera” ma non avesse “mai detto nulla sul fatto che a casa Berlusconi c’era un tale Mangano, lo stalliere pluriomicida e mafioso di vaglia, che stava lì e che probabilmente ha preso in braccio i suoi bambini”.

Immediata la querela, diffamatorie certe insinuazioni. A gennaio l’udienza preliminare nel corso della quale Busi è stato rinviato a giudizio. In aula Busi si era difeso così: “Se Daniela Santanchè ha definito la signora B. puttana in pectore, non sono certo io ad averla offesa”. Busi ha più volte sostenuto di aver espresso una lecita opinione ricordando come lo stesso Berlusconi avesse parlato di uno stalliere che andava a prendere i figli a scuola.

Ma l’accusa controbatte che la signora Lario non ha mai vissuto ad Arcore ma sempre e solo a “Milano o a Macherio” e che conobbe Berlusconi solo nel 1980, mentre lo stalliere Mangano ha soggiornato ad Arcore solo fino al 1976.

Nella tesi della difesa, infine accolta dal giudice, si sosteneva che:”Veronica Lario è stata fidanzata e poi moglie di Berlusconi per 27 anni e accetta in tutto l’uomo, il suo percorso, la sua vita, i suoi costumi”. Lo hanno detto nell’arringa finale i legali Marco Pipino e Danilo Zucchiatti, che aggiungono: “Se taci su tutto per 27 anni significa che tutto ti è andato sempre bene. Questa è una valutazione, una critica, un’opinione personale che io ritengo lecita”, e che è stata proprio Lario “a rendere pubblica con delle lettere ad alcuni quotidiani la sua vita privata“.

Quindi, l’imputato Busi è assolto perché “Il fatto non costituisce reato“.

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Daniela Lauria