VERONA, 14 OTT – Dopo circa sei mesi di attesa la Cassazione ha detto si' all'arresto di Alessandra Cusin, 37 anni, accusata di aver ucciso 17 anni fa a San Bonifacio l'infermiera Maria Armando Montanaro.
L'ordine di carcerazione e' stato eseguito ieri sera a Padova dai militari sanbonifacesi.
Alla Suprema Corte si era rivolta lo scorso aprile la stessa Cusin dopo essere stata arrestata una prima volta grazie ad alcune intercettazioni telefoniche nelle quali secondo l'accusa avrebbe ammesso di aver compiuto il delitto assieme all'amica Marika Cozzulla, all'italo-argentino Salvador Versaci e alle figlie della vittima Katia e Cristina Montanaro.
Maria Armando Montanaro, venne uccisa a 43 anni il 23 febbraio del 1994 nella sua casa di San Bonifacio (Verona) con 21 coltellate. A ritrovarne il corpo la figlia Katia (comunque uscita con gli altri dal procedimento), un cadavere vilipeso riverso sul letto. Come ricordano i quotidiani locali, in un primo momento gli inquirenti seguirono la pista passionale fermando il mese dopo l'omicidio, il preside Alessio Biasin compagno di Maria Armando. Il docente a luglio venne pero' rilasciato e risarcito per ingiusta detenzione.
La svolta di un'indagine che sembrava non approdare a nulla arrivo' invece nel novembre 2010 quando i carabinieri intercettano alcuni colloqui tra la Causin e l'allora suo fidanzato Mauro Franco. L'indagine si sviluppo' scoprendo che alla base della tragedia c'erano di fatto motivi economici ed in particolare il desiderio di 'ereditare' l'appartamento della vittima valutato a quel tempo circa 150 milioni di lire.
