ROMA – Parte la riforma ai vertici della Polizia, voluta da Alessandro Pansa dopo il caso Ablyazov-Shalabayeva. Gli obiettivi sono: ridefinizione delle deleghe ai vice capi, auditing interno, sistema di informazioni ‘centralizzato’.
Ecco le nomine:
Nella serata di venerdì 26 luglio una nota dell’Ansa fa notare che:
A scorrere la lunga lista di nomi di prefetti e dirigenti di polizia resi noti nel valzer delle nomine si incappa in una sorpresa: la designazione, decisa dal Consiglio dei ministri su proposta del titolare del Viminale Angelino Alfano, di Giovanna Iurato a Direttore centrale degli affari di culto presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale. Ex prefetto de L’Aquila, giunta nel maggio 2010, nel pieno dell’emergenza terremoto nella città abruzzese, dove rimase fino all’ottobre 2012 quando tornò a Roma come capo dell’Ispettorato generale di amministrazione del ministero, Iurato è indagata per turbativa d’asta nell’inchiesta sull’appalto per la costruzione del Centro elaborazione dati della polizia di Napoli. Un appalto da 37 milioni di euro che secondo i pm fu “pilotato” e caratterizzato da una serie di pressioni e anomalie procedurali. Nell’inchiesta che ha coinvolto il prefetto, trasferita dalla procura partenopea a Roma, sono emerse nel gennaio scorso alcune intercettazioni che hanno suscitato diverse polemiche. In quelle conversazioni, scrissero i pm, la Iurato, quando era prefetto de L’Aquila, “scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani” nel sisma. “Sono stata fraintesa. La mia era una reazione emotiva al telefono”, “risate amare, nessuna ironia”, si giustificò lei. Fonti del Viminale sottolineano però che anche in questa decisione non c’è nessun ‘giallo’. Il prefetto “non è stato promosso” ma solo “spostato” in una Direzione che, tra l’altro, “ha esclusivamente competenze di studio e approfondimento giuridico”. Ed inoltre, in questa direzione la Iurato, che era “in pieno servizio lavorativo”, “scende ad una fascia economica inferiore” rispetto a quella precedente. Spiegazioni che, probabilmente, non basteranno a fermare le polemiche sul ministero, dove la riorganizzazione del Dipartimento di polizia e gli incarichi distribuiti a una serie di prefetti prendono le mosse o quanto meno spunto da una caso scottante e delicato come quello Ablyazov. Il riassetto nelle linee della polizia, infatti, era nell’aria dopo la mancata cattura di Mukthar Ablyazov, il dissidente kazako ricercato dall’Interpol, e soprattutto dopo l’espulsione di sua moglie, Alma Shalabayeva. La gestione di quest’ultima spinosa vicenda, su cui il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha sempre detto di non essere stato informato, nei giorni scorsi ha fatto scricchiolare il governo, ha costretto l’ex capo di gabinetto del Viminale, Giuseppe Procaccini, a dimettersi e ha indotto il titolare del Viminale a chiedere l’avvicendamento del capo della segreteria del Dipartimento di Pubblica sicurezza, Alessandro Valeri. Ed è proprio la sua sostituzione ad aprire la lista delle nuove deleghe, con l’arrivo al suo posto di Vincenzo Panico, prefetto e commissario straordinario di Reggio Calabria e già vice dell’attuale capo della polizia Alessandro Pansa quando questi era a Napoli. “Lascio Reggio arricchito da un’esperienza non comune”, ha affermato poco dopo la nomina. La sua rientra in una serie di designazioni prefettizie – in tutto 23 – che in quanto tali sono state varate dal Consiglio dei ministri su proposta di Alfano. Gli avvicendamenti e i nuovi incarichi nel Dipartimento di Pubblica Sicurezza sono invece stati decisi da Pansa, che è intervenuto non solo sugli uffici ‘coinvolti’ nel caso Shalabayeva, ma anche su direzioni pesanti come l’Antiterrorismo e il Servizio centrale operativo.
Ma la nota del Viminale (pubblicata da Ansa e altre agenzie) è stata pubblicata per sbaglio, come ammette lo stesso Ministero degli interni.
L’Ansa spiegava come dovrebbe procedere il piano Pansa:
L’obiettivo della riorganizzazione è quello di rendere più efficace, preciso e rapido il sistema informativo sia interno al Dipartimento sia con le diverse strutture della Polizia sparse sul territorio. In quest’ottica è stata dunque decisa la revisione di alcuni uffici del Dipartimento ed è stata armonizzata l’attività delle diverse articolazioni.
Il primo intervento riguarda la creazione di una sorta di ufficio presso il ‘Centro situazioni’ – la struttura nevralgica incardinata nella segreteria del Dipartimento, cioè l’ufficio di staff del capo della Polizia – che da ora in poi sarà destinato a ricevere con immediatezza tutte le notizie relative all’ordine e alla sicurezza pubblica e ad eventi delittuosi provenienti da tutta Italia. Spetterà al Centro situazioni garantire lo scambio di informazioni tra tutti gli uffici di polizia del paese.
Per fare in modo il sistema finzioni anche a livello locale, tutte le informazioni provenienti dal territorio devono essere canalizzate verso il questore della provincia interessata, che provvederà immediatamente ad inoltrarle al Dipartimento.
Cambia anche il sistema ispettivo: Pansa ha deciso di istituire un ‘internal auditing’ che consenta il monitoraggio sistematico di tutta l’attività operativa, per evidenziare e correggere eventuali errori da un lato; per individuare nuove procedure dall’altro. Per definire al meglio le norme di comportamento degli operatori di polizia e standardizzare l’attività di tutti gli uffici, verrà creata una task force cui spetterà il compito di redigere un regolamento.
Un ulteriore intervento riguarda la Direzione anticrimine centrale: la Dac, oltre ad avere il coordinamento di tutte le attività di contrasto alla criminalità, sarà il punto di riferimento per le divisioni anticrimine delle questure, alle quali spetta il compito di adottare le misure di prevenzione e contrasto.
Pansa, infine, ha anche deciso una ridefinizione delle deleghe attribuite ai vice capi della Polizia, per rendere efficaci i provvedimenti decisi e garantire l’armonizzazione di tutta l’azione amministrativa del Dipartimento e la verifica sistematica dell’attuazione delle direttive volute dal vertice.