MODENA, 20 GIU – Una decina di coltellate in un momento di follia scaturito anche da un situazione psicologica difficile e forse per un motivo passionale. Sono quelle che hanno ucciso Barbara Cuppini, 36 anni, impiegata dell'ufficio marketing della Ferrari a Maranello il cui cadavere e' stato trovato nell'abitazione del suo assassino e collega, Alessandro Persico, ingegnere elettronico, 42 anni, originario di Firenze e da anni nel reparto granturismo del Cavallino.
L'uomo, dopo essersi allontanato dalla villetta di Serramazzoni, sull'Appennino, in cui si e' compiuto il delitto, nella mattina si e' presentato al commissariato di Rovereto e ha raccontato di aver ucciso la donna in preda a un raptus. I carabinieri della compagnia di Pavullo poco dopo sono entrati nella casa e hanno trovato il corpo di Barbara. Lei, di origine somala, abitava a Carpi con il padre, che ne aveva denunciato la scomparsa dopo diversi tentativi andati a vuoto di mettersi in contatto con lei.
Secondo i primi riscontri d'indagine, l'omicidio potrebbe essere avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Barbara Cuppini aveva da poco compiuto gli anni e aveva riferito alle amiche che avrebbe passato il weekend con Persico, che conosceva e frequentava da alcuni mesi. Una relazione che, per entrambi non pareva neppure troppo importante. Persico, dopo quel delitto difficilmente spiegabile, ha probabilmente pensato anche alla fuga e nella mattina ha imboccato la A22 che da Modena porta al Brennero, ma poi dopo ore di angoscia e di rimorso, si e' consegnato e ha confessato. Ha fatto anche recuperare il coltello utilizzato per uccidere e che che aveva portato con se' in auto..
L'inchiesta e' coordinata dal pm Claudia Natalini che ha gia' disposto l'autopsia sul corpo della Cuppini. Persico, divorziato e con una figlia e' ora accusato di omicidio volontario. Negli ultimi tempi, hanno riferito gli inquirenti, soffriva di depressione.