Il marchio Alessi nonostante la crisi nel 2012 ha fatturato 85 milioni, ma ora, dopo qualche mese di super lavoro e straordinari, le commesse scarseggiano. “L’azienda tutto sommato sta bene – spiega a Repubblica la figlia di Alessi, Nicoletta – e non volevamo fare ricorso alla cassa integrazione anche se adesso abbiamo un esubero di ore”.
E così nei prossimi mesi la Alessi pagherà i suoi dipendenti per pulire le aiuole, tinteggiare le scuole, assistere i bambini, gli anziani e i disabili, ciascuno secondo le proprie competenze. E per costruire, in uno spazio all’interno della fabbrica, un laboratorio artigianale per i ragazzi disabili per il quale non c’era più spazio negli uffici comunali. Tutti lavori che l’amministrazione comunale, da sola, non avrebbe potuto fare, perché le risorse economiche sono sempre più scarse.