ROMA, 26 OTT – Nuovo processo a carico di Alessio Burtone, il romano di 24 anni che l'8 ottobre del 2010 colpi' con un pugno, uccidendola, l'infermiera romena Maricica Hahaianu. Si tratta di un altro episodio di violenza che risale ad otto mesi prima della tragedia dell'Anagnina, al 6 gennaio del 2010 quando Burtone aggredì, con pugni e calci, la madre di una sua amica. Oggi la donna, di fronte al giudice monocratico del Tribunale di Roma, Roberto Palella, ha deposto nel procedimento in cui il giovane romano è accusato di lesioni e minacce.
La vittima, una peruviana di 55 anni, ha ricostruito la vicenda spiegando che ''la sera del 6 gennaio, non vedendo rincasare la figlia, si reco' a casa di Burtone per chiedere notizia della figlia''. La madre di Alessio, quindi, contatta il figlio che si trova vicino la stazione della metropolitana Lucio Sestio, luogo di ritrovo della compagnia di amici. ''Mi sono, quindi, recata lì – prosegue – ma appena giunta sono stata aggredita sia verbalmente che fisicamente da Burtone che mi ha colpito con un pugno al volto e calci: sono l'intervento di un suo amico ha evitato il peggio''. L'episodio pero' non si chiude qui. Dopo alcune ore Burtone, che e' difeso dall'avvocato Fabrizio Gallo, si reca a casa della Sanchez e citofona per chiedere della figlia. ''Gli dicemmo di andar via – conclude la donna – poi scendemmo per recarci al pronto soccorso perché ero dolorante. Fuori al palazzo ci stava attendendo ancora Burtone che torno' ad aggredi' me e mio marito lanciandoci contro anche una spranga di ferro che, fortunatamente, non colpi' nessuno''. Il processo è stato aggiornato, per l'audizione di altri testi, al prossimo 19 marzo.
Per la morte dell'infermiera Burtone e' attualmente sotto processo con l'accusa di omicidio preterintenzionale.
