ROMA – Alexandro Vitalone, figlio dell’ex ministro e magistrato Claudio Vitalone, morto nel 2009, è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per una violenza sessuale ai danni di una minorenne. Lo ha deciso il gup del tribunale di Roma, Orlando Villoni, con un procedimento svolto con rito abbreviato. La vicenda risale all’ottobre del 2009. Alexandro Vitalone era stato arrestato nei giorni scorsi per un’altra violenza sessuale, avvenuta nel maggio scorso in un locale del centro storico di Roma ai danni di una ragazzina di 16 anni.
L’episodio per il quale Vitalone è stato condannato non è molto dissimile da quello che ha fatto scattare il suo arresto nei giorni scorsi. Nell’ottobre di tre anni fa, secondo l’accusa, Vitalone, all’epoca ventinovenne, avrebbe costretto una ragazza minorenne ad un atto sessuale, bloccandola contro una parete.
Le molestie sarebbero cominciate, secondo l’accusa già all’interno del locale dove Vitalone e la vittima si sono conosciuti. La violenza, sempre secondo l’accusa, sarebbe continuata poi in un hotel del centro di Roma.
Alexandro Vitalone è figlio del ben più noto Claudio Vitalone, ex giudice che dopo il suo ingresso in magistratura nel 1961, entrò in contatto con Giulio Andreotti nel 1979 quando ricopriva l’incarico di Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma. Fu parlamentare nell’arco di quattro Legislature (dall’VIII all’XI) fino al 31 luglio 1992. Venne imputato, e sempre assolto, per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli insieme a Andreotti.