ROMA – L’ex caporal maggiore nazista Alfred Stork è stato condannato all’ergastolo dal tribunale militare di Roma. È la prima , storica, sentenza sulla strage di Cefalonia.
Il giudice ha accolto in pieno la richiesta del procuratore militare che aveva chiesto l’ergastolo per Stork, accusato dell’uccisione di “almeno 117 ufficiali italiani” sull’isola di Cefalonia, nel settembre 1943.
Stork, ora novantenne, aveva confessato agli inquirenti tedeschi di aver avuto una parte attiva in uno dei plotoni di esecuzione alla Casetta Rossa, dove venne trucidato lo stato maggiore della divisione Acqui.
Ricorda Paolo Brogi per il Corriere della Sera:
Alfred Stork ex caporale dei Cacciatori di mMontagna (Gebirsgjager), ascoltato otto anni fa dai magistrati tedeschi, aveva comunque ammesso di aver fatto parte di uno dei plotoni di esecuzione attivi nei pressi della cosiddetta Casetta Rossa, il 24 settembre. “Ci hanno detto che dovevamo uccidere degli italiani, considerati traditori”, disse. Alla Casetta Rossa gli ufficiali giustiziati furono 129 (altri sette vennero ammazzati il giorno successivo per rappresaglia) da parte di due plotoni.
Quello di Stork, sparò dall’alba al pomeriggio lasciando sul terreno 73 ufficiali, come afferma lo stesso imputato. In quella testimonianza resa in Germania Stork aveva anche aggiunto particolari agghiaccianti: “I corpi sono stati ammassati in un enorme mucchio uno sopra l’altro… prima li abbiamo perquisiti togliendo gli orologi, nelle tasche abbiamo trovato delle fotografie di donne e bambini, bei bambini”.
L’ex caporale maggiore Stork “non ha avuto il coraggio di mantenere ferma la sua ammissione di colpa, restando comodamente nella sua casa in Germania”, aveva detto il procuratore militare Marco De Paolis, che aveva poi elencato le numerose testimonianze che hanno indicato Stork come uno di quelli “che fucilò l’intero stato maggiore della Acqui”, nel settembre 1943.