ROMA – Il neonato si chiama Isaac ed è venuto alla luce con un taglio cesareo poco prima delle 14 di mercoledì scorso all’ospedale santa Maria Goretti di Latina. Il piccolo è il figlio della 34enne Nadjem Khedidja, donna clandestina di cittadinanza algerina, che è stata soccorsa in alto mare all’altezza di Terracina (Latina), dopo un respingimento verificatosi su una nave a Trapani, nonostante l’evidente stato di gravidanza.
La giovane era stata respinta perchè non aveva i documenti in regola. Inizialmente si pensava fosse una dei rifugiati tunisini in fuga dopo la rivoluzione. Sulla motonave diretta al porto di Civitavecchia era iniziato il suo travaglio, ma all’altezza di Terracina il medico di bordo ha chiesto l’intervento della capitaneria per portarla in ospedale.
Nella tarda mattinata di mercoledì, Nadjem ha accusato un malore. La capitaneria di porto, tramite la centrale operativa del comando generale, ha coordinato l’intervento in mare grazie ad un elicottero di nuova generazione (Nemo Aw 139), con il quale è stato possibile il recupero della gestante nel bel mezzo del Tirreno, imbracata e portata in ospedale a Latina dove è stata presa in cura e, una volta verificate le condizioni, i medici hanno deciso per il taglio cesareo.
Immediata la mobilitazione della Croce Rossa italiana che ha rintracciato il marito della donna, ancora fermo sulla nave a Civitavecchia, comunicandogli la nascita del figlio Isaac. Ora, almeno la donna potrebbe godere di un permesso speciale e rimanere in Italia, con il suo bambino, per un minimo di sei mesi.
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