ROMA – I fondi Pon ''Sicurezza per lo sviluppo'' destinati alla lotta al racket delle estorsioni e delle usure, ''pari a 34 milioni di euro, sono ancora bloccati''. L'allarme e' stata lanciata da alcune associazioni come Addiopizzo, Libero futuro e Federazione delle associazioni antiracket (Fai), che oggi hanno partecipato a una conferenza stampa a Roma.
''Contro il racket delle estorsioni le nostre associazioni hanno presentato dei progetti gia' nel 2008 – ha spiegato il presidente di Addiopizzo, Daniele Marannano – progetti approvati dall'autorita' di gestione, ma a oggi ancora non finanziati. L'Europa ha messo a disposizione 34 milioni di euro per la lotta al racket e la programmazione doveva essere eseguita tra il 2007 e il 2013, quindi presumiamo che questi fondi debbano essere spesi entro il 2013''.
I fondi, ha aggiunto Tano Grasso, presidente onorario della Fai, ''sono bloccati al Ministero dell'Interno''. Probabilmente, ha sottolineato Marannano, ''a causa di lungaggini burocratiche''.
''I progetti presentati – ha concluso il presidente di Libero futuro, Enrico Colaianni – hanno come obiettivo l'aumento delle denunce delle estorsioni, il consolidamento del consumo critico e l'apertura di sportelli a Napoli e Palermo per assistere chi denuncia. Ma anche se questi fondi si dovessero sbloccare ora, i 34 milioni, per mancanza di tempo, non potranno essere spesi tutti e le attivita' inizialmente previste dovranno essere ristrette''.