ROMA – Se è vero che con la crisi è aumentato il numero di rapine, circa 10 al giorno nella sola Capitale, i negozianti si fanno furbi e corrono ai ripari: da lunedì 22 ottobre baristi, librai e tabaccai vanno a scuola dal criminologo Marco Strano, che terrà per loro dei veri e propri corsi antirapina. Prima regola: “Non fare gli eroi”.
L’iniziativa, gratuita, organizzata dalla Confcommercio nei locali dell’Istituto di Vigilanza dell’Urbe, in via Rina Monti 15, in zona Tor Sapienza, ha già fatto il tutto esaurito. Sui banchi di scuola dalle 9 alle 12 c’erano trenta negozianti ai quali Strano ha insegnato a “gestire la paura“. “Guardando i filmati di alcune rapine – spiega Strano – soprattutto, ai benzinai romani, ho scoperto che molti di loro hanno la pessima abitudine di affrontare il rapinatore cercando di strappargli la pistola dalle mani. Capite bene che in questo modo il rischio di essere uccisi aumenta e di molto”.
Per questo la strategia vincente è quella di “lasciare sempre una via di fuga al bandito“. I commercianti dinanzi al pericolo devono cambiare atteggiamento e “controllare i comandi che il cervello invia in una situazione di stress”, aggiunge.
Consigli psicologici ma anche pratici quelli che Strano darà ai commercianti. La scelta del lunedì non è casuale: di mattina i negozi sono chiusi e l’obiettivo è popolare classi di 20 30 persone perché, spiega, “ci saranno anche esercitazioni pratiche”. Anzi, “ogni categoria lavorativa dovrà seguire uno specifico comportamento in caso di rapina”.
E’ essenziale, secondo Strano, che il negoziante conosca l’ambiente in cui lavora per imparare a muoversi quasi automaticamente. “Sempre i benzinai, ad esempio, sono diversi dagli altri negozianti, perché loro vengono aggrediti quasi sempre all’aperto”.
Altro dato da non sottovalutare: il più delle volte i rapinatori sono tossicodipendenti sotto effetto di cocaina. Per questo il criminologo insegnerà ai commercianti “come accorgersi se il bandito è drogato, come affrontarlo e contrastarlo anche per non sottostimare il rischio. Saranno fornite informazioni di tipo etologico, riprese dalla psicologia animale, per non innescare altra violenza oltre a quella del rapinatore: i cani, ad esempio, ma anche i leoni, se minacciati, non si avvicinano troppo e tendono a lasciare una via di fuga all’aggressore. E lo stesso devono fare i commercianti”.
“In giro – conclude Strano – non esistono manuali che possano istruire i commercianti. Sono argomenti poco trattati dalla criminologia. Per cui realizzerò un piccolo manuale per coloro che magari non possono partecipare ai corsi ma sono interessati a conoscere come viene trattato l’argomento”.