
TORINO – Amianto negli elicotteri delle Forze Armate: 55 dirigenti ed ex dirigenti di Agusta Westland e Piaggio sono stati indagati dalla Procura di Torino con l’accusa di disastro colposo. Gli avvisi di garanzia, spiccati nelle scorse settimane, contengono l’invito a presentarsi per un interrogatorio.
Il caso esplose nel 2013, quando gli organi di informazione diedero conto di un carteggio tra l’Agusta Westland e il Ministero della Difesa da cui emergeva che gli elicotteri dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Aviazione, dei Carabinieri, della Polizia e del Corpo Forestale furono assemblati con parti (guarnizioni, pastiglie dei freni, tubi, rotori, ruote, condotte) contenenti amianto.
I velivoli incriminati vennero costruiti prima del 1992, quando entrò in vigore la legge che vietava l’uso del minerale killer, e questo scagiona i dirigenti in carica prima di quella data. Quelli venuti dopo, invece, avrebbero dovuto comunicare alle Forze Armate la presenza di amianto a bordo degli elicotteri, gli eventuali rischi legati a essa e le istruzioni per un corretto uso e una corretta manutenzione.
A complicare ulteriormente il quadro investigativo (e ad aggravare la posizione di alcuni indagati) il fatto che è stato accertato, tramite esami effettuati dai tecnici dell’aviazione, che i componenti sostitutivi installati, dopo l’inizio della bonifica dal 2013 in poi, su alcuni mezzi della Agusta Westland in sostituzione di quelli realizzati in amianto contengono a loro volta il pericoloso minerale.
