MILANO – Da Pirelli arrivano risarcimenti milionari per i familiari di operai morti per mesotelioma dopo aver, secondo l’accusa, respirato amianto negli stabilimenti milanesi.
Oggi, infatti, nell’udienza del processo a 11 ex dirigenti imputati per omicidio colposo e lesioni colpose, in relazione a una ventina di decessi, e’ stato spiegato che sei trattative con le famiglie sono andate a buon fine e sei sono ancora in corso. Da quanto si e’ saputo, il risarcimento per nucleo familiare e’ nell’ordine di centinaia di migliaia di euro.
Nel processo, davanti al giudice Guido Piffer della sesta sezione penale del Tribunale di Milano, sono imputati, con l’aggravante della violazione delle normative sulla sicurezza, i componenti del Cda e gli amministratori che si sono succeduti dal ’79 all’88, come Luciano Isola che e’ stato consigliere dall”80 all”86.
Il pm di Milano, Maurizio Ascione, contesta agli imputati 24 casi tra dipendenti morti di mesotelioma pleurico (una ventina in totale) e altri malati di tumore. Tutti operai che hanno lavorato tra la fine degli anni ’70 e la fine degli anni ’80 negli stabilimenti milanesi di viale Sarca e via Ripamonti e che, secondo l’accusa, hanno subito negli anni ”esposizioni massicce e ripetute” alle fibre di amianto, ”esposti” senza ”l’adozione di adeguati sistemi di aspirazione o protezione individuale” e senza alcun sistema di ”raccoglimento polveri”.
Oggi si e’ tenuta la prima ‘vera’ udienza, dopo una ‘tecnica’ delle scorse settimane e, malgrado lo prevista astensione nazionale degli avvocati, si e’ comunque fatto il punto sulla situazione delle trattative tra l’azienda e i familiari. Uno dei legali della Pirelli ha chiarito che 6 transazioni extragiudiziali sono gia’ state definite (queste famiglie dunque ritireranno la costituzione di parte civile), altre 6 sono ancora in corso, mentre una non si e’ conclusa positivamente.
Altre, invece, potrebbero cominciare nei prossimi giorni. Trattative aperte per eventuali risarcimenti anche con l’Inail, Asl di Milano e Regione Lombardia. I soldi alle famiglie non sono ancora materialmente arrivati e per questo le caratteristiche delle trattative sono riservate e ancora confidenziali.
Si e’ saputo pero’ che ogni nucleo familiare, che ritirera’ la costituzione di parte civile, ricevera’ una cifra nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, che ovviamente varia a seconda dei casi e di variabili come, ad esempio, il numero di componenti del nucleo. Proprio ”per esigenze legate alle trattative in corso per la definizione dei profili civilistici” il giudice Piffer ha rinviato il processo a distanza di due mesi. Prossima udienza il 19 aprile.
All’udienza del processo milanese a carico di 11 ex dirigenti della Pirelli, il legale della ‘Associazione italiana esposti amianto’ (Aiea) si e’ presentata con in mano il dispositivo della sentenza del processo Eternit di Torino che, nei giorni scorsi, ha portato alla condanna a sedici anni di carcere per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier.
L’avvocato dell’associazione ha spiegato, infatti, al giudice della sesta sezione penale di Milano, Guido Piffer, di voler depositare la ‘storica’ sentenza Eternit agli atti del processo a carico degli ex amministratori della Pirelli, imputati per 24 casi, tra operai morti e ammalati di tumore per aver, secondo l’accusa, respirato amianto quando lavoravano negli stabilimenti milanesi tra la fine degli anni ’70 e la fine degli anni ’80. Poiche’ pero’ oggi e’ in programma l’astensione nazionale degli avvocati (e dunque non si e’ potuta svolgere altra attivita’ di udienza, se non fare il punto sulle trattative azienda-famiglie per i risarcimenti), il legale dell’Aiea chiedera’ nella prossima udienza (il 19 aprile) il deposito agli atti delle sentenza.