ANCONA, 4 LUG – Per la quarta volta dal 2009, la tomba del partigiano Vilfredo Caimmi, 'Rolando' il nome di battaglia, tumulato nel cimitero delle Tavernelle ad Ancona, e' stata profanata da ignoti. Qualcuno ha appeso un volantino contro la Resistenza davanti al loculo, e lasciato un cero azzurro a terra.
Tre anni fa furono tracciate svastiche e croci celtiche, come a marzo del 2010. Nell'ottobre dello stesso anno, davanti alla tomba di Caimmi e di un altro partigiano, Tonino Gobbi, i familiari trovarono due cartucce di fucile cal. 12 inesplose.
''Nonostante le belle parole spese nelle manifestazioni pubbliche, nonostante l'impegno investigativo delle forze dell'ordine – afferma il presidente regionale dell'Anpi Nazzareno Re – sindaco e questore prendano atto che la citta' rinuncia a onorare la memoria di uno dei suoi figli migliori.
Vilfredo non avra' piu' una lapide con il nome a cui i cittadini possano rivolgere un pensiero di affetto e gratitudine. Probabilmente i familiari decideranno di esumare la salma e portarla in un altro cimitero, lontano da questa citta', dove uno o piu' impuniti teppisti si ostinano a profanare la tomba nell'indifferenza delle istituzioni''. Ma ''il ricordo di Rolando, i suoi scritti, i suoi insegnamenti, a noi non li togliera' certo lo stupido fascistello che gira indisturbato tra le tombe''.
Vilfredo Caimmi, giovanissimo comandante partigiano nel 1944, era stato decorato con la medaglia d'argento al valore partigiano. Nel 1990 venne arrestato perche' in casa conservava ancora le armi della Resistenza: una cinquantina di fucili, pistole, mitra e munizioni arrugginiti, che l'allora ministro della Giustizia Oliviero Diliberto autorizzo' ad esporre nel Museo della Resistenza di Falconara marittima.